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Fallimento Ocmer La difesa: «I soldi? Li ha il curatore»

C.G.
Fallimento Ocmer La difesa: «I soldi? Li ha il curatore»

L’avvocato Stove per i Rossi  gli ex titolari rinviati a processo: «Non c’è stata bancarotta Erano incassi contabilizzati solo dopo le indagini»

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Fallimento Ocmer, i soldi che secondo la Procura sono stati distratti sono in realtà pagamenti di vendite contabilizzati a rateo successivamente alle indagini ed entrati nella curatela. Questa la spiegazione dei due ex titolari, Gian Carlo Rossi, 75 anni, e il figlio Glauco, 51 anni, attraverso il loro difensore, l’avvocato Heinrich Stove: «È vero che entrambi sono stati rinviati a giudizio per operazione dolosa ma in realtà in tribunale riusciremo a dimostrare cosa è accaduto e che in realtà non c’è stato nessun dolo».

Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio, infatti, padre e figli, quando erano titolari del colosso di Campogalliano che costruiva impianti per betoniere e miscelazione, avrebbero compiuto operazioni di distrazione di denaro nella fase drammatica prima del fallimento. Spiega l’avvocato Stove: «Sono contestate cinque operazioni di vendite fatte in corso di liquidazione a ridosso del fallimento. Si tratta di vendite di materiali e beni a società collegate oppure già in rapporti di affari con la Ocmer; transazioni che in realtà hanno prodotto 100mila euro mai nascosti».

«Si parla di 100mila euro su 8 milioni di fatturato. Bene, quei 100mila euro sono arrivati al curatore fallimentare e sono stati anche fatti periziare. La conclusione che se ne trae è che è stata una operazione vantaggiosa per il fallimento: soldi in più per i creditori, non solidi sottratti come ritiene l Procura».

E allora perché si è arrivati all’accusa e ora all’imputazione per bancarotta? «Perché, come dimostreremo, le indagini sono state fatte dopo la vendita ma prima degli incassi e quindi non erano soldi contabilizzati. In realtà, ripeto, quei soldi oggi contestati non sono mai spariti e anzi sono un utile per il fallimento. Ma tutto questi verrà spiegato durante il processo». —

C.G.

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