I proprietari ai ristoratori «Già spesi 150mila euro E il murales resta dov’è»
Una situazione estremamente complessa, fatta di proprietà frammentate, leasing e curatori fallimentari. Tutto questo in una delle realtà più difficili della città, tra ingressi indesiderati, bivacchi e allagamenti. C’è tutto questo nella palazzina di viale Mazzoni 34, tra la stazione ferroviaria e il Museo Enzo Ferrari, che fino alla fine di dicembre 2019 ospitava il ristorante “8 Brooklyn”, il locale situato al primo piano che da un mese ha chiuso i battenti, mentre i titolari hanno denunciato una situazione non più accettabile, con il garage sotterraneo perennemente allagato e il piano terra sede di bivacchi. Ma se per i titolari i principali responsabili della situazione sono i (diversi) proprietari dell’immobile, che non hanno rispettato le ordinanze che chiedevano di bonificare l’edificio, a pensarla diversamente è Michael Caiti, titolare del 51% della società che possiede il primo piano della struttura, quella occupata dal locale fino a dicembre scorso. «Se c’è qualcuno che non ha collaborato per cercare di gestire questa situazione non siamo certo noi - spiega - che in questi anni abbiamo investito importanti risorse e anticipato spese che non sempre competevano a noi, circa 150mila euro per la sicurezza dell’edificio».
E mentre i titolari del “Gruppo 8” hanno lasciato la zona, a guardare con fiducia al futuro dell’immobile è Matteo Bisi, urologo modenese e rappresentante della Pibifer srl, la società di medici già proprietaria di un lotto del complesso (la parte che si affaccia su via Munari, sul retro) che a breve gestirà gran parte dell’edificio, dal momento che sta per perfezionare - il rogito è previsto a marzo - l’acquisto dell’area andata all’asta dopo il fallimento. «Anni fa avevamo un progetto per aprire un poliambulatorio - spiega il medico modenese - ma non ci sono mai state le condizioni per riuscire a farlo. Ora, però, siamo riusciti a comprare all’asta l’area principale dell’edificio, e dopo il rogito avvieremo un percorso che partirà dalla bonifica e dalla messa in sicurezza dello stabile. Una volta conclusa questa fase, valuteremo le possibilità per valorizzare al meglio la palazzina, dando un servizio ai cittadini e facendo “vivere” un’area che ha bisogno di attività. Oggi è presto per dire cosa potrà nascere in viale Mazzoni - riprende Bisi - ma l’idea continua a essere quella di un luogo di lavoro per un gruppo di professionisti». E il ristorante? «Le due attività non sono in conflitto - aggiunge il medico modenese - quindi saremmo ben lieti se i titolari dell’“8 Brooklyn” decidessero di riaprire il locale». Per quanto riguarda il murale di Pavarotti, la Pibifer rassicura i modenesi: «Quello non è minimamente in dubbio, perché è diventato patrimonio della città». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google