La Procura su via Fruttarola: «Macroscopiche violazioni»
In municipio dipendenti sotto choc dopo la lunga perquisizione dei Forestali Il sindaco: «Spero torni serenità». I 5 Stelle: «Temiamo sia solo l’inizio»
I carabinieri Forestali hanno lasciato il municipio martedì ben oltre le 23. Hanno copiato milioni di dati dai computer dell’ufficio Lavori Pubblici e dai telefoni cellulari degli indagati con l’obiettivo di andare ancora più in profondità nell’inchiesta su via Fruttarola coordinata dal pubblico ministero Marco Niccolini.
«Emergono elementi di elevata gravità indiziaria e macroscopiche violazioni», ammette la procura dopo aver sentito, nei mesi scorsi, diversi testimoni. Sono finora stati recapitati cinque avvisi di garanzia per turbativa d’asta relativamente ad un fatto accaduto nel febbraio 2019 quando nella strada di campagna, epicentro del terremoto 2012, vennero trovati al lavoro operai della Tavellin Greenline senza alcuna motivazione visto che la gara era stata vinta - senza possibilità di subappalto - dalla parmense Cogestra. Quella scoperta fu subito segnalata ai carabinieri dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, che fecero poi seguire un esposto a seguito delle evasive risposte ricevute dai Lavori Pubblici: si erano infatti recati in Comune per chiedere spiegazioni su un cantiere che non doveva essere attivo per la mancanza di determine di incarico anche al direttore dei lavori e alla stressa azienda.
Ieri mattina in municipio si respirava molta tensione. Il dirigente Francesco Alberti era in ferie mentre l’altro tecnico indagato è stato “protetto” dai suoi colleghi in segno di solidarietà umana. Ma in tutto il Comune c’è sgomento e il timore è che un ufficio così determinante qual è i Lavori Pubblici possa andare in stallo come già avvenuto nel 2015 dopo l’arresto del capo ufficio Giulio Gerrini. Una situazione che si sta cercando di scongiurare, ma che dipenderà anche dalle scelte dell’architetto Alberti di rimanere o di andarsene.
«Al momento dobbiamo provare a dare serenità a tutti - ammette il sindaco Sandro Palazzi - Ci sono degli accertamenti in corso e la legalità è parte della nostra azione di governo. Le opposizioni - aggiunge facendo cenno alla richiesta di Andrea Ratti, Pierpaolo Salino, Elena Terzi e Stefano Lugli - vogliono le mie dimissioni da assessore ai Lavori Pubblici? Abbiamo altri problemi da affrontare...».
«Quanto accaduto - scrivono invece i 5 Stelle Mattia Veronesi e Andrea Pavani - non ci coglie di sorpresa. L’amministrazione non è al momento coinvolta, ma non si può dire che non sia politicamente responsabile, o non ne fosse a conoscenza. Quando abbiamo portato il caso in Consiglio invece che preoccuparsi di approfondire i nostri dubbi il sindaco ci ha accusato di voler bloccare l'ufficio coi nostri accessi agli atti. Tutta l’amministrazione ne è responsabile politica, a tutti i consiglieri di maggioranza abbiamo detto che i problemi ci sono, esistono, e bisogna affrontarli degnamente non scaricare le colpe prima sull’opposizione, poi sui tecnici, consiglieri scomodi, assessori o chiunque altro manifesti dissenso. Speriamo sia l’ultimo caso, anche se la nostra attività non si è certo fermata a via Fruttarola, speriamo sia l’unica volta in cui abbiamo avuto ragione, ma temiamo non sia così. Ci auguriamo che non si torni al clima che ha caratterizzato la fine dell’amministrazione Ferioli. Oggi perdiamo tutti. La politica, il paese, tutti. Da cittadini non ci meritiamo questa situazione indegna». —
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