Auto distrutte dalla grandine, Modena dice addio al car sharing
Dopo 7 mesi di sospensione, la società interrompe il servizio «Torneremo se avremo aiuti dal pubblico o da privati»
Magari l’invito a utilizzare le auto di Milano, Firenze e Roma non è stato apprezzatissimo, come del resto il silenzio di questi mesi, che nelle ultime settimane aveva portato tanti modenesi a tempestare di richieste - qualcuna più formale, qualcun’altra più diretta - la mail e la pagina Facebook della società. Fatto sta che a inizio febbraio, dopo sette mesi di sospensione del servizio, è arrivata la decisione che era nell’aria da tempo: con l’addio delle 35 auto gialle dello “Share’ngo”, Modena è rimasta ancora una volta senza il servizio di car sharing. Tutto questo nel 2020 e con il nuovo Piano della mobilità che sta per essere approvato, e per motivi diversi rispetto a quelli che hanno fatto naufragare i tentativi precedenti. Perché questa volta il servizio di noleggio “rapido” di auto per attraversare la città aveva raggiunto numeri discreti, ma tutto è stato vanificato dalla disastrosa grandinata del 22 giugno scorso, che insieme alle auto di migliaia di modenesi ha distrutto l’intera flotta della compagnia di car sharing modenese. Facendo un passo indietro, “Share’ngo” ha debuttato nella nostra città il 18 maggio 2017, con 20 auto completamente elettriche che poi sono diventate 35: una scelta significativa da parte della Cs Group , la società livornese titolare del marchio, che dopo aver avviato il servizio a Roma, Milano e Firenze, ha deciso di partire da Modena per “conquistare” anche le città di medie dimensioni. Un servizio che nel giro di due anni è arrivato a 6500 iscritti, di cui la maggior parte sono “active runners”, ovvero cittadini che usano l’auto gialla almeno una volta al mese per spostarsi in città. Ad apprezzare particolarmente la possibilità di noleggiare un’auto elettrica per tempi brevi sono stati soprattutto gli studenti, che rappresentano il 43% dell’utenza modenese, ma anche i professionisti, che coprono il 20% del mercato. Pur non avendo i numeri delle grandi città, insomma, il servizio stava prendendo piede anche in città. Tutto questo fino al 22 giugno 2019, quando la grandinata ha letteralmente distrutto il parco veicoli della società livornese: le auto gialle sono così finite in stand-by, mentre è partito un braccio di ferro con l’assicurazione che si è chiuso con la mancata copertura delle spese. Fatto sta che le auto di “Share’ngo” sono tuttora inutilizzabili, e dopo aver sospeso il servizio per sette mesi la società ha comunicato la decisione agli iscritti: «A causa della terribile grandinata che ha colpito Modena - ha sapere Cs group nei giorni scorsi - la nostra flotta di car sharing ha subito tali e pesanti danni da costringerci a sospendere il servizio. In questi mesi abbiamo cercato in ogni modo di ripristinare l’attività, ma purtroppo una più profonda e attenta valutazione dei danni subiti ha reso evidente quanto sia impossibile per noi garantire un’adeguata operatività con la flotta esistente. Per questo motivo, con grande rammarico, siamo costretti ad annunciare l’interruzione del nostro servizio in città». La società fa inoltre notare che «sarà comunque sempre possibile per gli iscritti di Modena correre con le “Share’ngo” nelle città di Milano, Firenze e Roma - garanzia che non è stata accolta benissimo da qualche utente... - sono stati anni meravigliosi, in cui abbiamo sempre sentito il sostegno dei cittadini e delle istituzioni modenesi». L’auspicio della società è che più che un addio sia un arrivederci: «La volontà di tornare a Modena c’è tutta - fanno sapere da Livorno - ma per farlo servirebbe un coinvolgimento, pubblico o privato, per sostenere un servizio che ormai ovunque è equiparato al trasporto pubblico». —
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