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Bonaccini è un caso tra i banchi Ora spunta un video al Venturi

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Bonaccini è un caso tra i banchi Ora spunta un video al Venturi

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Non fa in tempo a spegnersi il caso del “party in classe” che un professore avrebbe organizzato per festeggiare la vittoria di Bonaccini, che il presidente della Regione finisce al centro di un’altra polemica: questa volta per un video istituzionale non gradito. Il primo caso fa riferimento a Mario Patruno, insegnante al liceo Muratori-San Carlo accusato da Azione Studentesca e Lega di aver portato in classe spumante e pasticcini in una quinta per celebrare il risultato delle elezioni. Ieri sono arrivate le difese da parte del Cub Scuole, un sindacato degli insegnanti: «Un attacco strumentale nei confronti di Patruno - che si è difeso e ha negato - docente in prima linea nella difesa dei valori dell’antifascismo e della Resistenza». L’attacco di Azione Studentesca, secondo il Cub, sarebbe dovuta proprio «all’attenzione da sempre portata da Patruno ai temi dell’antifascismo, un’attenzione sgradita all’associazione di estrema destra, legata ad organizzazioni politiche neofasciste».

Il secondo caso anticipato, invece, riguarda l’istituto Venturi e l’accusa arriva da un genitore di una studentessa, che vuole restare anonimo per proteggere l’identità della figlia. «Sento il dovere di raccontare un episodio avvenuto lunedì - scrive - Nell’ambito di un’iniziativa scolastica promossa dall’istituto Venturi, gli alunni dell’età indicativa di 14 /16 anni, si sono recati al cinema Victoria per assistere alla proiezione di un documentario sui cambiamenti climatici».

Ma è il seguito che non piace al genitore che avrebbe preferito l’intervento di un esperto o di un «modello positivo di attivismo civile come ad esempio Greta Thunberg» e invece sarebbe stato proiettato «un video in cui il protagonista Stefano Bonaccini decantava le lodi del sistema Emilia Romagna, nonché illustrava i patti e le iniziative in tema di clima, ambiente e trasporti. A prescindere dall’appartenenza politica del presidente, penso che l’ambito scolastico, nel rispetto del dettato costituzionale, non debba essere un palcoscenico politico; al contrario la scuola pubblica deve essere laica, apolitica, apartitica e deve trasmettere un sapere oggettivo, critico e pluralista, non deve mai neppure essere sfiorata da qualsiasi sospetto di indottrinamento». La lettera prosegue poi con i dati sull’inquinamento nel nostro territorio per evidenziare come «il modello Emilia Romagna abbia diverse lacune». —

GIB

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