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Oggi a Portile l’ultimo addio a Paolo Guerra Aldo, Giovanni e Giacomo: «Quanti ricordi»

Oggi a Portile l’ultimo addio a Paolo Guerra Aldo, Giovanni e Giacomo: «Quanti ricordi»

Il produttore modenese era molto conosciuto e amato dal mondo dello spettacolo. Il legame con Berto Gavioli 

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IL RICORDO

Una lunga fila di parenti, amici, conoscenti e ammiratori ha voluto salutare ieri Paolo Guerra, il celebre produttore cinematografico, teatrale e di concerti rock morto martedì nella sua casa in via Bellaria a 70 anni da poco compiuti. Si sono trovati alla Sala del Fiume di Terracielo in via Emilia Est 1320 per l’ultimo saluto personale. E oggi si terrà il funerale in veste strettamente civile: partenza del corteo alle 11 da Terracielo diretto alla volta del cimitero di Portile dove verrà sepolto .

La morte di Guerra è stato un doloroso colpo per tanti artisti italiani e internazionali che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui. A cominciare da Aldo Giovanni e Giacomo che hanno debuttato con lui e ancora adesso lavorano sotto la sua produzione, come mostra l’ultimo film appena uscito nelle sale: “Odio l’estate”. Il trio comico ieri gli ha tributato un omaggio sui social raccontando il loro esordio: «I produttori sono persone bizzarre e talvolta sono votate all’eccesso. Era il 1993 e da circa sei mesi tempestavamo di telefonate l’ufficio di Paolo Guerra, perché noi 3 giovani comici volevamo lavorare con un produttore importante come si diceva di lui nell’ambiente, ma la segretaria rispondeva che il dottore era impegnato, non era in ufficio, o che era in tournée con uno dei suoi artisti. In realtà Paolo non aveva nessuna voglia di parlarci, non aveva nessun desiderio di incontrare il solito gruppo di cabaret desideroso di farsi produrre uno spettacolo. Ma noi 3 eravamo cocciuti e così un giorno esasperato dall’ennesima telefonata rispose lui urlando e disse : “Io affitto il teatro di Cesenatico, voi venite con le vostre quattro scenografie scalcagnate e mi fate vedere il vostro spettacolo”. Non aggiunse di merda ma sicuramente lo pensava. Alle 15.30 si è aperto il sipario del teatro di Cesenatico, il pubblico in sala era composto da Paolo Guerra, la moglie Emanuela, il figlio Mattia di 4 anni e il cane Saetta, un Labrador color nocciola. Alla fine dello spettacolo Paolo è venuto in camerino tutto raggiante urlando “Siete riusciti a far ridere anche il cane !”. Finimmo la serata seduti al ristorante, e dopo il caffè prese la carta marrone su cui era stato servito il fritto di pesce e ci fece firmare il primo contratto. Con quella carta dalla nuance di calamari siglammo un accordo che ci ha portati fino a qua, fino all’ultimo film fatto insieme Odio l’estate. Siamo sicuri che da qualche parte, nell’universo, starà cercando di mettere sotto contratto qualcuno. Ciao Paolo”.

E’ difficile riassumere in poche righe la sua carriera nel mondo dello spettacolo, tanti sono gli artisti che hanno lavorato con lui a cominciare da Enzo Jannacci e Fabrizio De Andrè. Anche Modena gli deve molto. Ieri tanti hanno ricordato il ruolo unico che ha avuto l’Archimede, il circolo che aveva creato nei primi anni Novanta, come un laboratorio di idee artistiche. Così lo ricorda Berto Gavioli, il titolare del Teatro Michelangelo: «Ha sempre visto prima degli altri facendo cose egregie con sua moglie Emanuela Rossi. Ricordo quando mi propose un “teatro tenda” accanto alla Rotonda per Aldo Giovanni e Giacomo, Paolo Rossi e i suoi artisti. Un evento: 5-6mila posi riempiti per vari giorni. Una bella avventura che mi ha dato tanto a livello di esperienza professionale. Modena lo deve ricordare per la sua eccellenza». Scrive il sindaco Gian Carlo Muzzarelli alla famiglia: «Ha legato il suo nome a tanti successi di film e spettacoli, ma anche imprenditore profondamente legato alla sua città». —

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