Giunta, Bologna pigliatutto: Costi a rischio
Con l’ex assessore fuori, anche Giuseppe Boschini direbbe addio al Consiglio. Lorenzin dice no alla poltrona della sanità
Per giocarsela ci sarà ancora una settimana di tempo, dal momento che il presidente ha intenzione di chiudere entro il prossimo weekend. La partita, insomma, è ancora aperta, anche se al momento il pressing è tutto bolognese, con Modena e in particolare la Bassa che rischiano di non uscire dalla propria metà campo. Al centro c’è la nuova giunta regionale, con il governatore Stefano Bonaccini che, dopo aver stravinto le elezioni del 26 gennaio, ora deve sciogliere una serie di nodi e dare un’adeguata rappresentanza ai territori. Ma chi saranno i nuovi compagni di squadra del presidente? Partendo dalle certezze, le caselle “maschili” sono ormai al completo: in giunta ci saranno il vicesegretario nazionale della Cgil Vincenzo Colla (che rappresenterà Piacenza), il superdirigente del settore Cultura Mauro Felicori (Bologna), e gli uscenti Raffaele Donini (Bologna) e Andrea Corsini (Rimini). Resta vuota una sedia, che con ogni probabilità sarà destinata al segretario regionale del Pd Paolo Calvano (Ferrara), che come successo a Modena per Andrea Bortolamasi sarà chiamato in giunta visto l’importante risultato del partito. Giochi decisamente più aperti per le donne, con un solo ingresso certo: quello di Elly Schlein (Bologna), ormai leader della sinistra e candidata più votata alle regionali con oltre 22mila preferenze. Tutto ancora in ballo, invece, per gli altri quattro posti, ma con una richiesta che in questi giorni si sta facendo più pressante: visto il ruolo determinante alle elezioni (nel capoluogo Bonaccini ha sfiorato il 60%), Bologna sta chiedendo un peso maggiore in giunta, mettendo seriamente in dubbio la conferma della modenese Palma Costi. E se da una parte oggi sembra oggettivamente difficile lasciar fuori un ex assessore che si è ricandidato, superando le 6500 preferenze in un territorio insidioso come la Bassa, dall’altra i pochi posti a disposizione e il fatto che oltre al presidente Modena sarà rappresentata anche dall’ex parlamentare Davide Baruffi - che non sarà in giunta, ma avrà l’importante ruolo di sottosegretario alla presidenza - stanno mettendo seriamente in dubbio la presenza di Costi nella nuova squadra di Bonaccini. Un bel problema per il governatore, che in caso di rinuncia al Costi-bis dovrà spiegare all’ex assessore perché ha deciso di confermare l’uscente Corsini, arrivato secondo a Ravenna, e non lei, che a Modena è arrivata prima nonostante giocasse una partita più complicata. Al nodo-Costi è legato anche il futuro di Giuseppe Boschini, primo dei non eletti a Modena nonostante le oltre 5200 preferenze, che con l’ex assessore fuori dalla giunta direbbe addio al Consiglio regionale. Una situazione piuttosto delicata, anche se al momento il presidente deve riempire una casella che tiene bloccato tutto il resto: dopo il “colpo” nazionale di Colla, Bonaccini ha chiesto all’ex ministro Beatrice Lorenzin (eletta alla Camera a Modena) di entrare nella sua nuova squadra come assessore alla Salute, ottenendo però un “no, grazie”. Una casella in cui a questo punto potrebbe finire Chiara Gibertoni, direttore generale del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, ma allo stesso tempo troppo vicina all’assessore uscente Venturi. L’idea di Bonaccini, infatti, è quella di affidare la Sanità non più a un medico, ma a un politico, che potrebbe essere proprio il segretario regionale Calvano, che lascerà il suo incarico per condurre il partito verso il congresso. —
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