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Sede prescelta “abusiva” Casa della salute bloccata

Sede prescelta “abusiva” Casa della salute bloccata

Progetto fermo dopo i rilievi in Soprintendenza: edificio costruito anni fa senza ok  Il sindaco: «Attendiamo indicazioni dal Ministero, ma pensiamo ad nuova sede»

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SAN FELICE. La Casa della Salute di San Felice non parte perché l’edificio nel quale dovrà essere realizzata - oggi palestra delle ex elementari - è ... abusivo. Costruito a suo tempo senza il permesso della Soprintendenza, dopo aver irrimediabilmente deturpato la facciata delle vecchie scuole elementari di viale Muratori che si affaccia su via Repubblica. Si spiegano così i ritardi e i silenzi di questi mesi, per una vicenda tanto imbarazzante quanto complessa.

La costruzione della Casa della Salute (di fatto un ambulatorio congiunto dei medici di famiglia, completato da servizi a supporto di segreteria o infermieristici) era stata annunciata ormai tempo fa, e anche di recente sollecitata, nell’ambito delle polemiche sulla sanità e sull’ospedale che hanno pesantemente inciso sulla campagna elettorale e sul dibattito politico locale.

In poche parole, la costruzione della palestra, che risale ad un paio di decenni or sono, non risultava alla Soprintendenza. Così, quando a Bologna hanno potuto esaminare il progetto della Casa della Salute, si sono accorti di una struttura assolutamente incongrua con il resto dell’edificio delle scuole elementari storiche, circostanza che in effetti era già stata sollevata anche a suo tempo.

E si sono accorti che avere costruito questa struttura in cemento addosso alla facciata delle elementari ne ha comportato irreparabilmente una trasformazione, con l’abbattimento ad esempio della terrazza e la scomparsa della porta di ingresso in stile. Cosa accadrà ora è a dir poco incerto, a cominciare dall’eventuale contestazione di un illecito risalente nel tempo.

Di certo, si è creata una situazione di impasse che mette in difficoltà l’attuale amministrazione, che ha ereditato il progetto e che dovrà farsi carico della costruzione.

«Posso solo confermare che stiamo aspettando una risposta formale da parte della Soprintendenza , anche per sapere come risolvere la questione. Quando come nuova amministrazione ci recammo a Bologna per fare il punto della situazione sul progetto, i tecnici ci hanno informato verbalmente delle incongruenze che avevano già da tempo rilevato, e cioè di non avere agli atti la documentazione che legittimasse la costruzione della palestra in fregio allo storico edificio tutelato delle scuole, ritenendola quindi non autorizzata», spiega il sindaco Michele Goldoni. Così la nuova giunta ha chiesto che questa situazione venisse messa per iscritto, per avere un punto fermo dal quale eventualmente ripartire: «Stiamo aspettando una risposta, poiché la Soprintendenza a sua volta ha interpellato il Ministero, e ci siamo messi a disposizione. Per non allungare i tempi oltremisura, l’amministrazione dovrà comunque giocoforza valutare anche altre opzioni. Ci stiamo già confrontando con il dg dell’Ausl, dottor Brambilla, per condividere le eventuali soluzioni», conclude il sindaco.

In altre parole, un progetto nuovo, in un’area da individuare e che possa essere fruibile dai pazienti, per posizione e accessibilità.

Quello delle case della salute nella Bassa si conferma così un percorso assai meno agevole del previsto: a Finale è attesa da anni, a San Possidonio oggi è la sede provvisoria della polizia locale, a Carpi il progetto è bloccato perché la ditta è fallita... —

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