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Il Pd attacca la giunta «Sicurezza e negozi: Pelloni un fantasma»

Saverio Cioce
Il Pd attacca la giunta «Sicurezza e negozi: Pelloni un fantasma»

Pesci: «Ha fatto retromarcia sulla Polizia Locale» «Nessun sostegno per il piccolo commercio in centro»

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L’impegno in Regione del sindaco Pelloni deve ancora, di fatto, iniziare. Ma la campagna elettorale è iniziata eccome. La ragione? Tra pochi mesi o al massimo tra un anno a Vignola si terranno nuove elezioni, vista l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco.

E il trasloco anticipato dopo soli due anni di amministrazione viene visto come l’opportunità della rivincita da parte di chi è stato sconfitto l’ultima volta.

A Pelloni non viene giustificato nulla, neppure l’elezione a Bologna. Pochi giorni fa con un doppio comunicato il Pd apriva le polemiche con un fuoco concentrico accusandolo di abbandonare Vignola per Bologna dove gli emolumenti da consigliere sono molto più alti di quelli di Vignola, da semplice sindaco. Oggi è il turno del consigliere Niccolò Pesci (Pd) che lo attacca sui temi forti del consenso alla Lega, la diminuzione dei negozi e la sofferenza del piccolo commercio oltre che sull’aumento della criminalità.

«Ad ogni pié sospinto - attacca l’esponente del Pd - il sindaco in partenza e il suo vice hanno ribadito l’impegno nella manutenzione del verde. Lo sfalcio dell’erba è importante (e qui segnalo che i fondi messi su questo comparto dall’ultima Giunta di centrosinistra erano comunque molti di più), ma Vignola ha bisogno di idee nuove. E l’elenco delle promesse non mantenute è lungo». «Cominciamo - rincara la dose Pesci - dal cavallo di battaglia di Pelloni in campagna elettorale: la sicurezza. Aveva seminato paure infondate come il fantomatico campo profughi del Bettolino, promettendo iniziative mirabolanti. E invece, dopo pochi mesi, era rientrato quatto quatto nel Corpo unico di Polizia municipale e si era fatto andare bene un dirigente che aveva prima molto criticato». «Il controllo di vicinato - aggiunge - era già partito a Brodano prima che lui diventasse sindaco e il Polo della sicurezza, peraltro oggi molto depotenziato, era un progetto, per di più dell’Unione e non del Comune, ereditato alle amministrazioni passate. I vignolesi continuano, purtroppo, a subire furti in appartamento e nelle imprese e certo non si sentono più sicuri. Anzi, quando la Lega era al governo con Salvini ministro dell’Interno niente è stato fatto per rinforzare gli organici della caserma di Vignola che tra l’altro aspetta locali più adeguati. Sulla stazione dei treni questa giunta ha perso il convoglio dei fondi regionali per la rigenerazione urbana e ora si fa scudo di un progetto, mai discusso con i cittadini e con nessuna risorsa immediata in bilancio. Sul decoro, altro cavallo di battaglia, abbiamo dovuto ringraziare un gruppo di giovani che su iniziativa di un singolo ha deciso di pulire autonomamente le strade. Infine, le tante saracinesche abbassate; non c’è stato un solo provvedimento in questi anni a sostegno del piccolo commercio, mentre sono cresciuti i negozi che vivono una sola stagione o chiudono dopo pochi mesi.

Il problema non è chiudere una buca o tagliare l’erba in un parco ma la mancanza di una visione lungimirante di crescita e sviluppo per la nostra comunità». —

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