La rivoluzione in diocesi Torna il Consiglio pastorale
Indiscrezioni per mons. Manicardi che sarebbe in pole come nuovo vescovo «Le autocandidature sono pericolose. Se me lo chiedessero? Ci penseremo....»
Una sorta di “parlamento” che riunisce rappresentanti di parrocchie e zone perché la chiesa sia pastore del territorio, un duplice comitato per la festa del patrono ispirata a Odoardo Focherini. E lo sguardo rivolto al futuro della diocesi, con l’amministratore parrocchiale, don Erio Castellucci, che sarà ricevuto dal nunzio apostolico in Vaticano dopo che ha indirizzato a Roma una lettera in cui chiede un nuovo vescovo per Carpi. Questo è emerso, ieri mattina, all’incontro tra Castellucci, il vicario generale Ermenegildo Manicardi e i giornalisti per San Francesco di Sales, prima festa del patrono degli operatori della comunicazione dopo le dimissioni di Cavina. Le celebrazioni si sono svolte prima alla chiesa del Cristo, frequentata anche da Maria Marchesi, moglie di Focherini, poi alla Fondazione Fossoli. A margine, Manicardi, o don “Gildo”, come lo conoscono i carpigiani ha risposto anche alle indiscrezioni che lo vedono tra i papabili per l’incarico di vescovo.
Monsignor Manicardi, si è parlato tanto del suo ritorno a Carpi: c’era chi non credeva fosse possibile dopo un incarico prestigioso al collegio Capranica...
«Io ho sempre amato moltissimo Carpi. Quindi, il mio è stato un ritorno entusiasmante. Poi al “Capranica” ho trascorso 25 anni. Un periodo sufficiente, no?».
La strada iniziale, dopo le dimissioni del vescovo Cavina, sembrava quella dell’unificazione tra Modena e Carpi, ma don Erio ha chiesto un vescovo per questa diocesi...
«Il procedimento è in corso di riflessione. C’è una tendenza generale a ridurre il numero delle diocesi. Il fatto che un vescovo giovane si sia dimesso ha fatto accendere la lampadina, il faro, per chiedersi: ma Carpi com’è messa?».
Lei si sentirebbe pronto per ricoprire l’incarico di vescovo qui?
«Le autocandidature nella chiesa sono sempre pericolosissime...».
Ma se qualcuno glielo proponesse?
«Allora ci penseremo...».
Lei è tornato da pochi mesi: quali cose sono cambiate da allora?
«Sono arrivato il 17 ottobre, ci siamo mossi per creare un clima di comunione, in armonia con la lettera pastorale di don Erio, che conosco da quand’era un giovane seminarista, nel 1980. È stato ricostituito il Consiglio pastorale diocesano, a prevalenza di laici. È composto da 32 persone: 18 vengono dalle parrocchie che sono divise in zone, ogni zona ha eletto due persone. Il Consiglio ha fatto ripartire le zone pastorali: per inghippi Mirandola, inizialmente, non era riuscita a eleggere subito due rappresentanti. Poi lo ha fatto».
Come sarà la festa del patrono quest’anno?
«Quest’anno la coloritura della festa sarà Odoardo Focherini. C’è un progetto molto elaborato: il 23 maggio in Cattedrale si terrà un convegno dal titolo “Il Tempo di Odoardo Focherini e la società di oggi”. Convegno sostenuto dal Comune. Ho stuzzicato il sindaco chiedendogli: non fai niente per il più illustre cittadino di Carpi, che non è Dorando Pietri, bensì Focherini? Quella sera ci sarà, poi, una cena o in piazzale Re Astolfo o sul rialzato, davanti al portico. Le parrocchie prepareranno qualcosa: perché non fare anche una piccola raccolta? Si terrà inoltre, un pellegrinaggio notturno con la lettura dei testi di San Bernardino per i giovani, ma non solo, da Campagnola al Campo di Fossoli, dove ricorderemo Focherini. Si terminerà in San Giuseppe. Il comitato per il patrono sarà affiancato dal “comitato culturale” presieduto da don Luca Baraldi e Roberto Cigarini».
Ieri è stata ufficializzata la nomina di don Fabio Barbieri, ora a Quartirolo, come parroco di Santa Maria Maggiore a Mirandola dal primo marzo. Si trasferirà anche il vicario Emiddio Voli. —
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