La storia degli esuli istriani negli scatti all’ex sinagoga
Alla Fondazione Fossoli un percorso di fotografie racconta il Villaggio San Marco La direttrice Luppi: «La vicenda umana spiegata con un nuovo allestimento»
“Profughi nel silenzio. La vicenda del Villaggio San Marco 1954-1970”. È questo il titolo della mostra che da oggi alle 12 sarà visitabile presso le prestigiose sale della Fondazione Fossoli di Via Rovighi.
Curata dal professor Raoul Pupo, la mostra fotografica vuole essere una testimonianza di un pezzo importante di storia che riguarda l’ex Campo di Fossoli, dal 1954 al 1970. Dopo essere stato un campo di prigionia durante la seconda guerra mondiale, nel dopoguerra l’area fu assegnata all’opera dei Piccoli apostoli di Don Zeno Saltini e ospitò la comunità di Nomadelfia, prima di diventare il Villaggio San Marco.
Dal 1954 al 1970, poi, l’opera assistenziale profughi giuliano-dalmati ottenne l’ex Campo Fossoli per i propri assistiti: iniziarono così ad arrivare le prime famiglie di profughi italiani provenienti dai territori dell’Istria e della Venezia Giulia passati sotto il controllo della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. L’ex campo venne così rinominato “Villaggio San Marco”. Furono numerose le famiglie appartenenti alla comunità italiana, ospitate nel Villaggio San Marco, dopo aver abbandonato le proprie case e tutti i propri beni in Istria e Dalmazia per fuggire alla persecuzione e alla tragedia delle foibe dove vennero sterminati migliaia di italiani.
All’interno della struttura furono aperti spazi commerciali, centri di aggregazione, uno studio medico, attività artigianali come la falegnameria e la tipografia gestiti dagli esuli stessi, poi la scuola, l’asilo e anche una piccola chiesa.
«La mostra che riproponiamo - spiega Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Fossoli - in questo nuovo allestimento ha voluto restituire la vicenda umana del Villaggio San Marco. Per meglio comprenderla, si apre sul contesto generale dei movimenti di popolazione registrati in Europa alla fine del conflitto e sull’esodo giuliano in particolare».
Un lavoro importante quello della mostra, aggiunge ancora Luppi: «A questo progetto, curato da Raoul Pupo si aggiunge oggi anche il volume didattico quale strumento per meglio far riflettere i giovani su queste tematiche». Il volume al quale si riferisce Marzia Luppi è “Dall’Istria a Fossoli. I profughi giuliani al Villaggio San Marco” che verrà presentato sempre oggi in concomitanza con l’inaugurazione e curato dalla storica e docente Maria Luisa Molinari che farà un intervento insieme a Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Fossoli.
La mostra si inserisce nelle iniziative dedicate al “Giorno del ricordo” che si celebra ogni anno, dal 2004, il 10 febbraio con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. L’evento sarà introdotto dal presidente della Fondazione Fossoli, Pierluigi Castagnetti. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito della Fondazione Fossoli, www.fondazionefossoli.org. —
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