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Pavullo. La stalker torna a casa: vicini terrorizzati

Daniele Montanari
Pavullo. La stalker torna a casa: vicini terrorizzati

La donna è stata scarcerata ed è ritornata nel vecchio appartamento. Ed è apparso un messaggio minatorio in bacheca

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Condannata a 32 mesi per stalking condominiale, dopo nove ottiene la scarcerazione e riesce a tornare nel suo vecchio appartamento facendo ripiombare nell’angoscia gli altri inquilini, bambini compresi. Si tratta della 37ennne marocchina W.S., incubo della palazzina Acer di via Bellettini, a Pavullo.

Il 14 gennaio scorso in appello il giudice le ha ridotto la pena di tre mesi, confermando però la sostanza dell’impianto accusatorio, legato alle aggressioni non solo verbali ai vicini. Fra cui il 36enne albanese della porta di fronte, costretto su una sedia a rotelle, la cui moglie è finita al Pronto Soccorso per avergli fatto scudo. Ma ci sono state denunce anche da parte di una madre, per le violenze patite da lei e dal figlio. A fronte del verdetto giudiziario leggermente più favorevole, e dei mesi già scontati, il legale della 37enne ha chiesto e ottenuto la scarcerazione. Anche se l’atto non è stato ancora notificato alla parte civile (l’avvocato Silvia Silvestri), la donna è stata rimessa in libertà, con obbligo di firma. Ma può dirsi ancora titolare di un domicilio? Acer infatti aveva avviato nei suoi confronti una procedura di sfratto. Che si presume sia diventata esecutiva, visto che nei mesi scorsi sono venuti operai a smontare gli arredi e svuotare l’appartamento, cambiando anche la serratura.

IL RITORNO DI NOTTE

È questa la sorpresa che la 37enne si è trovata quando all’una di notte, ormai già di venerdì, è ritornata come un fulmine a ciel sereno nella palazzina, togliendo subito il sonno. Anche perché, non riuscendo a entrare, ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco presentando la sua istanza come una classica apertura porta dovuta a dimenticanza nel chiudere. I pompieri hanno eseguito, ma appena entrati vedendo l’appartamento vuoto si sono insospettiti e hanno subito chiamato i carabinieri. Ma la 37enne venerdì pomeriggio si è ripresentata con tanto di fabbro al seguito che gli ha cambiato la serratura. E con chiavi alla mano stavolta ha potuto chiudersi dentro al “suo” appartamento. Ma prima è comparso in bacheca condominiale un bigliettino inquietante: “Auguri comunque per le calunnie e il falso. Alla prossima”. Ovviamente il sospetto di tutti è che sia stata lei l’autrice, alludendo paradossalmente a conseguenze giudiziarie ai danni delle persone che l’hanno denunciata. I condomini hanno subito avvisato di quello che era successo Acer, che ha mandato un tecnico a cambiare un’altra serratura, quella del portone d’ingresso condominiale. Così se la 37enne uscisse, non potrebbe più rientrare. E uscire prima o poi deve, per ottemperare all’obbligo di firma, altrimenti potrebbe tornare in carcere. A ieri sera era ancora chiusa nell’appartamento vuoto: può definirsi occupazione abusiva? Ha realmente perso tutti i titoli su quell’alloggio? I carabinieri stanno verificando anche questo, che comporterebbe in caso di illecito un’altra denuncia. Tra i condomini il clima è teso: una bambina di 9 anni venerdì quando ha saputo del ritorno della 37enne non voleva più tornare a casa da scuola, mentre un 14enne ieri non è andato a lezione alle medie per timore di botte o spinte sulle scale. Timore condiviso da diversi altri inquilini, «ma non possiamo vivere nella paura» sottolineano. —

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