Quando i Centri Giovani erano i luoghi creativi delle nuove generazioni
Oggi alla Tenda una mostra evento sulle due realtà nate in città dal 1977 al 1982 San Paolo e Villa d’Oro: laboratori di idee, nascita di gruppi musicali, foto e fanzine
C’è un filo lontano che lega i giovani modenesi, le loro passioni, le attività creative e le loro notti. Questo filo è cominciato nel 1977, quando Bologna era messa a ferro e fuoco dalla rivolta studentesca e dai carri armati di “Kossiga”, quando gli eventi principali erano i grandi concerti rock (rari in Italia perché “sospesi”) e l’Italia giovane iniziava a misurasi col terrorismo ed eroina. A Modena, città di provincia, ma pur sempre a 20 minuti di treno da Bologna, è nata un’esperienza nuova grazie all’iniziativa di un politico illuminato come l’assessore Liliano Famigli e a Sergio Neri: il primo Centro Giovani aperto dal Comune al San Paolo, in centro storico, là dove molti anni dopo nasceranno I Cortili. Dal San Paolo sono discese altre importanti esperienze e locali centrali nella vita cittadina: il circolo Wienna nel 1981 in via Camatta, Giovani D’Arte nel 1986, i Cortili nel 1987 e l’Informagiovani nel 1988. Quello che era stato pensato come un punto di ritrovo per ragazzi di una zona difficile com’era allora il centro storico di quel periodo, sovraffollato dal caotico afflusso di immigrati dal Sud, diventerà un centro creativo di musica, fotografia, falegnameria e altre attività che confluiranno nel formare band e gruppi artistici che lasceranno un segno. Per questo la mostra alla Tenda che si tiene oggi dalle 16, progettata da Nadia Lodi affiancata da un protagonista di quegli anni, Alessandro “Jumbo” Manfredini, con la collaborazione del Comune di Modena, ha un significato profondo.
Oltre al Centro Giovani San Paolo è sorta infatti due anni dopo (siamo nel 1979) una seconda esperienza altrettanto importante ma più di tendenza. Un laboratorio di idee che si spingevano verso una progettazione del futuro: è il Centro Giovani Villa d’Oro. Da qui è scaturita l’associazione Jukebox dalla quale poi è nato Il Graffio, una delle discoteche più innovative in Italia, e poi il Centro Musica nel 1994 e La Tenda nel 1999, tuttora attivi La storia dei cinque anni dei Centri Giovani - dal 77 all’82 - è racchiusa in una fanzine pubblicata dai curatori. Non poteva essere altrimenti. La fanzine (oggetto sconosciuto a chi ha meno di 50 anni), chiaramente non questa bella e patinata, era lo strumento povero e grezzo usato dai giovani per comunicare, un misero fascicolo di carta da pochi soldi stampato in qualche modo, spesso solo ciclostilato, ma carico di idee nuove. Per questo la fanzine della mostra racchiude simbolicamente l’esito di queste esperienze creative modenesi uniche in Italia: raccoglie testimonianze dei protagonisti di quei Centri Giovani che allontavano sì i più timidi ama anche gli spacconi e i violenti dando spazio a chi aveva voglia di fare e di creare. Al centro delle mille attività giovanili c’era la musica, soprattutto il rock , ma anche le forme più avanguardistiche di musica pop ed elettronica. Lì si sono formati Antonio “Rigo” Righetti che dai Rocking Chairs diventerà il basso di Ligabue e poi un compositore solista. Usciranno Alberto “Bonzo” Graziano, batterista e fonico di livello nazionale, Marcello “Targi” Parmeggiani. E dalla Villa d’Oro i Kerosene, gli S80, gli Stigmathe e i soprattutto Ciao Fellini che diventeranno popstar italiane (tra loro “Jumbo” Manfredini). In quelle sale suonavano e provavano a turno, a volte mescolandosi tra band, sempre studiandosi tra loro. I suoni si contaminavano e subivano le influenze dei nuovi dischi in uscita di punk, dark, new wave e rock americano. Un elemento importante è stato il passaggio dalla sala prove al concerto: l’uscita dal Centro Giovani ha rappresentato un salto nel mondo per questi adolescenti. A mediare col pubblico c’era un circolo come il Wienna, gestito da Paolo Ruffilli (che sarà poi alla gestione dei Circoli), un locale che per molti anni ha segnato le serate modenesi.
Per altri è stata l’opportunità per avvicinare, come spalla, gruppi importanti: gli S80 in apertura del concerto di Siouxie and the Bunshees, regina del rock notturno. Per tanti altri è stato il primo passo per una vita creativa oppure è rimasto un semplice ricordo di anni di creatività e voglia di conoscere il mondo per giovani non più provinciali. —
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