«Curva maledetta, lavori subito o scatta un esposto in Procura»
Associazione Vittime lancia un ultimatum all’Anas : «Già due morti e dodici feriti Necessari interventi strutturali oltre a segnaletica, illuminazione e guard rail»
Curva maledetta della complanare Einaudi: «Già due morti e una dozzina di feriti: l’Anas faccia subito qualcosa altrimenti scatterà un esposto in Procura».
A scendere in campo in modo deciso è l’Associazione familiari e vittime della strada il cui presidente della sezione modenese Franco Piacentini vuole andare sino in fondo, dopo varie richieste e sollecitazioni cadute nel vuoto, per ovviare all’inadeguatezza, alla micidiale pericolosità della curva che si trova in prossimità dell’Estense, alla fine della complanare per chi proviene dalla via Giardini. «Qui bisogna intervenire a livello strutturale, così come è fatta ora non può più continuare ad essere - dice Piacentini - Il tributo in vite umane è alto. L’11 febbraio, domani, ricorre il primo anniversario della morte di Giacomo Montella, il 29enne di Spezzano che era alla guida dell’auto che era uscita di strada, ribaltandosi. Con lui due amiche, che rimasero ferite. Andando a vedere i verbali le stesse forze dell’ordine sottolinearono come, nonostante avessero adottato tutti i sistemi d’emergenza, come torce e i fari delle auto, “il flusso veicolare in arrivo si accorgeva solo negli ultimi metri della presenza di un intralcio alla circolazione” oltre a constatare la presenza del guardrail solo da un lato, quello destro, dove è del tutto inutile». Un problema di visibilità, di segnaletica, di carenze strutturali che hanno portato nel tempo, oltre alla morte di Giacomo, anche quella del 18enne Simone Vezzani, rimasto coinvolto in un incidente automobilistico insieme a quattro amici nel luglio del 2012 e, come accennato, a tanti altri incidenti più o meno gravi con complessivamente una dozzina di feriti.
L’associazione pertanto suggerisce all’Anas, a cui spetta la competenza di quel tratto, alcuni interventi ormai improcrastinabili.
Piacentini spiega: «Bisognerebbe intervenire con un restringimento da due ad una unica corsia, sacrificando la corsia di sorpasso almeno 500 metri prima dell’inizio della curva con una segnaletica orizzontale e verticale maggiormente incisiva. Poi bisogna installare un idoneo guardrail, possibilmente con protezione per motociclisti, a partire da dove parte il terrapieno e ad altezza adeguata che non consenta al “muso” dell’auto di incastrarvisi sotto». Fondamentale anche la segnaletica: «Si deve arretrare il cartello del limite dei 40 (per altro ora parzialmente nascosto anche dal secondo lampione) perchè dove è collocato ora il cartello è praticamente “dentro” alla curva, quando ormai il conducente ha impostato la curva. E altro accorgimento opportuno sarebbe quello dell’inserimento di bande sonore in avvicinamento alla curva che possono certamente essere d’aiuto in caso di colpo di sonno». Ma non è finita, l’associazione chiede di creare, all’interno del passo ad uso manutenzione-soccorso, una sorta di corsia di decelerazione mediante strato di opportuno spessore di ghiaia o sabbia in modo che chi eventualmente dovesse fuoriuscire, possa fermarsi senza danni particolari, e infine suggerisce l’installazione di silhouette come quelle già installate in altri punti della città. Franco Piacentini ricorda che anche Polstrada e Comune hanno segnalato criticità e sollecitato l’Anas ad intervenire. «Domani, 11 febbraio ricorre la morte del 29enne Montella, questa è la data di scadenza del nostro “ultimatum”. In caso di silenzio da parte dell’Anas ci rivolgeremo alla Procura». —
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