«La cattiva coscienza di chi nega l’Olocausto»
«Quando sento i terrapiattisti capisco tante cose… c’è una fetta di persone che non approfondisce i dati». Questa è parte dell’intervento dell’amministratore apostolico della Diocesi di Carpi, Erio Castellucci, in occasione del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, alla Fondazione Fossoli. Castellucci cita Popper «che introdusse il principio di falsificabilità nel procedimento scientifico. Ma questo procedimento non funziona nel mondo digitale».
Il vescovo, rispondendo al fenomeno negazionista della Shoah parla di «segno di una cattiva coscienza dell’Occidente. Gli haters hanno un sacco di tempo libero, sono persone che si realizzano buttando fango, negando le tragedie. E il danno c’è, eccome. Abbiamo visto cos’è successo nel caso id Liliana Segre...».
L’intervento di don Erio è stato sulla scia del messaggio di Papa Bergoglio per la Giornata delle Comunicazioni sociali e del passaggio dell’Esodo “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria”. —
S.A.
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