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Mille questionari agli iscritti per gli studenti-lavoratori

G.F.

La fotografia scattata  da Unione Universitaria e dal sindacato Cgil è stata possibile grazie ad interviste capillari

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Non è un ateneo per studenti-lavoratori? Spulciando i dati di una ricerca, il sospetto viene. La fotografia scattata da Unione Universitaria (Udu) ha infatti più ombre che luci. In collaborazione con la Cgil, Udu ha condotto un’indagine su circa mille iscritti Unimore. Gli intervistati alternano lo studio al lavoro o hanno compiuto tale scelta per almeno un anno. Quasi due su tre (64,3%) non si ritengono agevolati dall'università di Modena e Reggio nel doppio percorso. Oltre quattro su cinque (80,3%) trovano difficile conciliare università e lavoro. Un lavoro che due intervistati su tre (67%) considerano un’occupazione temporanea, non il coronamento di un sogno. Circa uno studente su tre (32,6%) lavora per essere autonomo dalla famiglia. Se sommati, i fuori sede (circa il 31%) e i pendolari (36%) superano i modenesi (33%). Così il lavoro serve a coprire spese come i trasporti, l’affitto e le utenze. Senza dimenticare le tasse e i libri. Gli intervistati hanno soprattutto contratti lavorativi precari. L'indeterminato arriva in meno di tre casi su dieci (29,7%). «Circa il 5% ha ammesso di lavorare in nero», interviene Daniele Dieci della segreteria Cgil. Il sindacalista esamina con la lente d’ingrandimento il campione. «Il 41,3% è di ambito umanistico (lingue incluse) - rivela Dieci - mentre il 29,9% afferisce al campo giuridico-economico. Il 28,8% appartiene all’area sanitaria-ingegneristica». In seguito, pone una domanda: «quanta consapevolezza hanno gli studenti quando sottoscrivono i contratti di lavoro?». Per Alessio Dondi, coordinatore Udu Modena, tale consapevolezza è da incrementare. La riflessione nasce dai dati. Il 58,4% degli intervistati ritiene molto utile istituire uno sportello d’informazione e aiuto per studenti-lavoratori Unimore. Per il 31,1% l’innovazione sarebbe abbastanza utile. Circa uno su dieci (10,5%) la ritiene poco utile. «Entro il 2020 confidiamo sia attivato lo sportello sindacale presso l’università - conclude Dondi -. Inoltre, proponiamo di cambiare i regolamenti d’ateneo per agevolare gli studenti-lavoratori». Interrogato sui punti, l’ateneo non ha fornito risposte alle richieste dei giovani. —

G.F.

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