«Per mantenerti devi lavorare e l’università non ti sostiene»
Federica Cairone è di origine siciliana e frequenta la specialistica ad Economia
la storia / 1
«L’università non ti viene incontro in nessun modo». È amaro il commento di Federica Cairone. Siciliana d’origine, 26 anni, Cairone ha una laurea magistrale con lode in Lingue e frequenta la specialistica in Economics and public policy al dipartimento di Economia Marco Biagi. Per mantenersi, è assistente di sala in un locale modenese. Terminati corsi e approfondimenti, lavora alla sera e alla notte. E l’indomani si ricomincia. «Ho un contratto di 40 ore settimanali - rivela la studentessa - e spesso faccio i turni serali. È abbastanza difficile». La giovane garantisce di aver fatto presente la situazione all’università. «Cosa rispondono? “Wow, brava” - prosegue Cairone -. Il professore magari ti ammira, ma non può o non ti vuole aiutare. Non chiedo una riduzione del carico didattico. Basterebbero pre-appelli, prove intermedie, lezioni online. Potrebbe essere fatto per chiunque». Nessuno è invece l’aiuto che le viene è offerto. «In un corso di laurea con 7-8 studenti i professori ricordano sempre chi ha frequentato e chi no - analizza la studentessa - All’esame, non aver frequentato può essere valutato come una mancanza d’interesse quando invece non è così». Cairone lascia traspirare la determinazione di chi intende andare avanti, nonostante tutto. Ha lavorato a Londra e Barcellona. È stata tutor di spagnolo. Ha collaborato con la Biblioteca Universitaria Umanistica e svolto altri lavori prima dell’esperienza attuale d’assistente di sala. «Ci sono anche colleghi che hanno cominciato prima di me e sono rimasti a lavorare - commenta con amarezza - decidendo di non continuare con la specialistica. L’università ti mette nelle condizioni di non andare avanti con gli studi». —
G.F.
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