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Carboni: «Vi spiego quali devono essere le strategie web per i mercati esteri»

Stefano Turcato
Carboni: «Vi spiego quali devono essere le strategie web per i mercati esteri»

Il 38enne titolare della società “Weevo” rivela alle imprese i criteri della corretta comunicazione dell’export digitale

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Viene chiamato export digitale ma probabilmente risulta più comprensibile a tutti se si parla di strategie web per i mercati esteri. E uno dei massimi esperti in ambito nazionale di questo settore di marketing è un modenese di 38 anni: è Gabriele Carboni, originario di Castelvetro e residente a Vignola, che ieri sera ha illustrato agli imprenditori modenesi le sue teorie e l’attività della sua società “Weevo” in un incontro organizzato da Lapam.

Gabriele Carboni è stato definito dalla rivista specialistica “Digitalic” uno dei 5 maggiori marketing influencer italiani ed è l’unico italiano che ha completato il master MIT Digital Business Strategy sulla Digital Transformation. Nel 2016 ha pubblicato il libro “Strategie web per i mercati esteri”, editore Hoepli. Carboni si sta impegnando per fare comprendere sia alle aziende già presenti all’estero, ma che vogliono espandersi, sia a quelle che si apprestano a farlo come sia necessario cambiare l’approccio delle imprese sui mercati stranieri.

«In primo luogo - dice Carboni - le aziende devono essere in grado di individuare il loro target, il Paese o i Paesi in cui intendono esportare il loro business, poi è necessario avvicinarsi alla cultura di quel Paese, eliminare la distanza culturale per essere quindi in grado di non sbagliare nei contatti. Grazie al risultato della contaminazione tra il mondo dell’internazionalizzazione tradizionale e quello digitale, si possono generare le migliori strategie per l'approccio e il consolidamento delle attività sui mercati esteri».

Avvicinarsi alla cultura ma in quale senso?

«Faccio un esempio per farmi meglio comprendere. Se io chiedo un caffè in un bar italiano diciamo che, più o meno, mi viene dovunque servito un prodotto analogo. Ma all’estero, anche se utilizzo la terminologia corretta, per esempio coffee, ricevo un prodotto totalmente diverso e per avere la stessa cosa dovrò eventualmente chiedere un caffè espresso. Questo per spiegare quanto sia basilare l’approccio al nuovo mercato e quindi la definizione di una strategia specifica per quella singola area. Oltre a comprendere lo scenario culturale di quel Paese. Successivamente un aspetto determinante sarà la capacità di comunicare in maniera chiara quello che io chiamo il “marketing distinguo”, vale a dire quali sono gli aspetti che contraddistinguono l’azienda e il prodotto rispetto alla concorrenza».

Saranno poi gli stessi clienti a individuare l’azienda, modenese o italiana che sia, e prendere contatto per avviare il business.

«È proprio così. Se l’azienda ha propri distributori sul posto, saranno inevitabilmente contattati da potenziali clienti. L’obiettivo è farsi trovare grazie alla comunicazione corretta».

Com’è organizzata la società Weevo?

«Abbiamo sedi a Vignola e aCastiglione delle Stiviere e copywriter dovunque che sono i nostri collaboratori fondamentali. In questi primi sette anni la società è cresciuta in modo costante». —



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