La tragedia delle foibe commuove gli studenti al sacrario di Basovizza
La delegazione del Liceo Corni tra i 500 studenti presenti: «Capisci parlando con gli esuli. Iniziativa da estendere»
In un’atmosfera di commossa partecipazione si è svolta ieri, Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo delle popolazioni istriane e fiumane, la cerimonia presso il sacrario della foiba di Basovizza. Erano presenti numerose autorità e tra i 500 studenti provenienti da tutta Italia anche due classi del liceo scientifico delle scienze applicate Corni (nella foto). La cerimonia ha avuto inizio nella tarda mattinata, con l’alzabandiera, che ha suscitato emozioni fra gli studenti. Dopo la celebrazione della messa da parte del vescovo di Trieste, sono intervenute le autorità, che rivolgendosi soprattutto ai ragazzi presenti hanno voluto sottolineare la necessità di tramandare la memoria di una tragedia italiana spesso dimenticata. Gli studenti e i docenti del Corni erano stati invitati alla cerimonia ufficiale presso la foiba di Basovizza dalla Lega nazionale degli esuli e dal comune di Trieste. Questo progetto denominato “Tracce del ricordo” si propone l’obiettivo di far conoscere i luoghi simbolo a Trieste, città “capitale morale dell’esodo”, del dramma che ha colpito la popolazione italiana dell’Adriatico orientale alla fine della seconda guerra mondiale. Una storia che ha profondamente colpito gli studenti del liceo Corni.
Filippo Gibertini reduce da un’esperienza scolastica in Australia, incontrando alcuni esuli che sventolavano la bandiera di quel paese, ha capito «parlando con loro il dramma di questi istriani costretti ad andarsene così lontano». Samuele Vergine, toccato dalla solennità della cerimonia, dalle letture delle poesie degli esuli e dalle intense parole pronunciate nei discorsi delle autorità pensa che «questa sia un’iniziativa che negli anni andrebbe estesa alla maggior parte delle scuole nazionali, per poter diffondere i ricordi e le dichiarazioni di chi oggi può dire “Io c'ero”». Francesco Ferrara è stato colpito dalle parole dirette di Massimiliano Fedriga (presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) contro il negazionismo: «I negazionisti sono convinti che screditando anche uno solo degli eventi di quella che il Presidente della Repubblica Mattarella ha definito appena ieri una vera e propria “sciagura nazionale” (in riferimento ai massacri delle foibe), l’intera ricostruzione perda credibilità». —
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