Teleriscaldamento, salvi cinque milioni
Pasini: «Accordo tra Comune e gestore: evitati i costi di riscatto in cambio di quelli per la costruzione, ora cerchiamo clienti»
VIGNOLA. La centrale di teleriscaldamento di via Per Sassuolo sarà rilanciata e valorizzata. Parola del vicesindaco e assessore all’Ambiente di Vignola, Angelo Pasini, all’indomani dell’ultima seduta del Consiglio comunale. «Abbiamo approvato - spiega infatti Pasini - il rilancio della centrale di teleriscaldamento, con un accordo a sanatoria anche delle pendenze con la società che ha costruito e gestisce l’impianto, la “Vignola Energia” Srl. Esponenti del Pd, incomprensibilmente, ci criticano di lasciare Vignola senza prospettive. E proprio il Pd in Consiglio comunale si è astenuto e ha optato per una imbarazzante scena muta sulla vicenda teleriscaldamento. Ma senza l’accordo che la maggioranza ha approvato, avremmo dovuto accollarci 5 milioni di euro di spesa per riscattare la centrale e gestirla in proprio come Comune. Oppure, ogni anno avremmo dovuto pagare una penale perché non consumiamo da soli il quantitativo minimo di calore previsto nel contratto firmato nel 2011. Andiamo comunque con ordine. Nella prima versione del progetto, che risale al 2008 - spiega ancora Pasini - era previsto un teleriscaldamento alimentato a biomasse, i cui firmatari (ex Ipab ora Asp Terre di Castelli di Vignola, Provincia di Modena e Polivalente Olimpia) erano comproprietari perché in tariffa avrebbero pagato anche una parte dell’investimento iniziale per la costruzione della centrale. Ben presto questo progetto risultò inidoneo: era infatti impensabile una centrale a biomasse con stoccaggi enormi di cippato, che emettono fumi da depurare prima di uscire in atmosfera. In quella posizione, peraltro, la centrale a biomasse avrebbe letteralmente “azzoppato” Vignola. Andò però ancora peggio nel 2011, quando l’amministrazione in carica, con la firma di un “Atto di Sottomissione” modificò il progetto di teleriscaldamento in una centrale con enormi e sovradimensionate caldaie a metano. Conseguenza diretta fu che la Provincia, l’ospedale di Vignola e la Polivalente Olimpia uscirono dall’accordo per i prezzi troppo alti delle tariffe scaturite dal progetto a gas metano. Fuori i partner istituzionali, il Comune di Vignola si ritrovò senza lo sconto fiscale di legge per lo sfruttamento delle biomasse e, soprattutto, senza clienti che poi si allacciassero a prelevare calore dal teleriscaldamento. Ora, con l’accordo approvato in Consiglio comunale, il gestore della centrale ha rinunciato complessivamente a 800mila euro di crediti che avanzava per fatture emesse a carico del Comune di Vignola e si accolla la manutenzione ordinaria degli impianti (scambiatori di calore), che fino ad oggi era stata invece posta a carico del Comune. Abbiamo anche abbassato le tariffe per il municipio, le scuole e le altre utenze allacciate (nel tempo si sono allacciate anche le scuole gestite dalla Provincia e il centro nuoto, ndr), grazie ad una modifica all’equazione di adeguamento delle stesse. Siamo inoltre impegnati, come Comune assieme a Vignola Energia S.r.l., a rendere appetibile al mercato la fornitura di calore perché la centrale è oggi sottoutilizzata. Almeno il 60% della sua potenzialità calorifica è ancora disponibile. Ci siamo accollati però il costo per l’investimento, 1,9 milioni di euro in 19 anni, anche perché la centrale sarà di proprietà esclusiva del Comune di Vignola al termine del nuovo contratto di gestione». —
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