Cittanova, i costruttori «La coop non ci paga»
L’azienda di Frosinone: «Mancano ancora 360mila euro Vogliamo riprendere i lavori, ma prima servono garanzie»
Da una parte la cooperativa modenese, dall’altra il costruttore di Frosinone. In mezzo ci sono i cittadini, 12 famiglie modenesi che chiedono solo di poter entrare nelle loro case, per le quali hanno già sborsato complessivamente 853mila euro, esponendosi per quasi un milione e mezzo nei confronti della banca. Sullo sfondo c’è il Comune, con l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli chiamato ancora una volta a metterci una pezza, cambiando il destino di uno degli ultimi Peep di Modena. La vicenda è quella del comparto “Cittanova 2” di via Pannunzio, dove la nuova palazzina fatta costruire dalla cooperativa modenese San Matteo (alla quale è stato concesso il diritto di superficie) si è arenata poco prima della fine lavori - al momento mancano i balconi, le finiture e alcune opere accessorie - con la coop in difficoltà economiche e diversi fornitori che chiedono di essere pagati anche per altri cantieri. E mentre le 12 famiglie assegnatarie attendono le loro case ormai da un anno, tra cooperativa e costruttori è partito uno scambio di accuse: se nei giorni scorsi Maurizio Dori, ex consigliere comunale Pd e presidente della cooperativa, ha fatto sapere che «i pagamenti in funzione degli stati di avanzamento lavori sono stati tutti regolarmente eseguiti, e la sospensione dei lavori risulta ad oggi totalmente ingiustificata e arbitraria», oggi la Whitec srl, l’azienda che ha in mano il cantiere, respinge al mittente le accuse. «Ad oggi la cooperativa ci deve circa 360mila euro a conclusione lavori - spiega l’azienda di Frosinone - dunque smentiamo le parole del presidente nella parte in cui sostiene di essere in regola con i pagamenti, addossandoci la responsabilità dell’attuale situazione, e omettendo volutamente di specificare le motivazioni che ci hanno portato a sospendere i lavori. Sebbene la cooperativa sia ancora morosa nel pagamento di alcune fatture per lavori eseguiti - aggiunge il costruttore - la decisione di sospendere il cantiere è stata determinata soprattutto dalla iscrizione ipotecaria sul diritto superficiario della cooperativa sul lotto 1 (quello di Cittanova, ndr) da parte di una terza impresa fornitrice della coop in un altro cantiere». L’azienda fa quindi notare di aver visto «diminuire la propria garanzia patrimoniale nell’adempimento delle obbligazioni assunte dalla cooperativa: di conseguenza, abbiamo chiesto alla coop e ai soci di fornire, come per legge, idonea garanzia sul fatto che, al momento della conclusione dei lavori, avrà la forza economica di estinguere il debito residuo». Preoccupazioni che la società ha espresso all’amministrazione comunale nella riunione del 17 dicembre scorso - alla presenza dell’avvocato della Whitec e di quello della cooperativa, il legale modenese Stefano Reggianini - e in quella che si è tenuta lo stesso giorno negli uffici dell’azienda (alla quale, oltre all’avvocato Reggianini e a quello della Whitec, hanno partecipato anche il legale dei soci acquirenti e due delle famiglie assegnatarie. «Purtroppo - riprende il costruttore - nessuno è stato in grado di smentire le nostre preoccupazioni, e dunque siamo stati costretti a sospendere i lavori». Detto questo, l’azienda ricorda di essere «seria e solida», e dunque di avere «il preciso interesse a terminare il cantiere al più presto, affinché tutti i soci assegnatari degli alloggi possano acquistare le unità immobiliari, fermo restando il pagamento di tutti i lavori eseguiti». —
L.G.
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