Donne, stalking e violenza Finto processo in Comune con gli studenti del Selmi
I ragazzi hanno concluso un percorso formativo sulle discriminazione di genere Presenti anche avvocati e il giudice Carolina Clò
Presentate le prove e ascoltate le testimonianze, l’imputato è stato dichiarato innocente dai giudici della Corte che hanno anche fornito immediatamente, spiegandole, le motivazioni alla base della loro decisione e, quindi, della sentenza.
Si è conclusa così lunedì la simulazione del processo per stalking e violenza sessuale che nella sala di Rappresentanza del Palazzo comunale trasformata per l’occasione in aula giudiziaria, ha visto protagonisti di tutti i ruoli le studentesse e gli studenti della 3ª L del liceo linguistico dell’Istituto Selmi. La simulazione è stata guidata dagli avvocati Mirella Guicciardi ed Enrico Fontana e presieduta da Carolina Clò, giudice del Tribunale penale di Modena.
L’obiettivo generale del progetto, come ha sottolineato l’assessora alle Pari opportunità Grazia Baracchi «è accrescere la consapevolezza sulle discriminazioni legate al genere e sui meccanismi culturali che generano e aumentano la violenza, attraverso il confronto e il dialogo ma anche, come in questo caso, un’esperienza concreta di come funziona la giustizia».
In particolare, il percorso culminato nel processo simulato è iniziato in ottobre con alcune lezioni introduttive di diritto antidiscriminatorio, a partire dall’articolo 3 della Costituzione, delle pari opportunità e della parità tenute da professionisti che hanno portato esempi e casi pratici. Tra i temi trattati le molestie e le molestie sessuali; gli aspetti giuridici, criminologici, psicologici e sociali della violenza sulle donne ma anche le norme per prevenirla e contrastarla. Affrontati anche altri temi di discriminazione come lo stalking e il bullismo. I ragazzi hanno quindi cominciato a preparare il processo, teatralizzando un reale procedimento per stalking, già arrivato a sentenza, e riproponendo nella simulazione atti, dichiarazioni e testimonianze reali ma con la facoltà di trarre conclusioni diverse da quelle del giudice reale e, quindi, di redigere una propria sentenza.
Il percorso ideato e realizzato dalla Commissione per le pari opportunità del Comitato unitario permanente degli ordini e dei collegi professionali di Modena nell’ambito del progetto “Educare alle differenze per promuovere la cittadinanza di genere” è promosso dal Comune di Modena e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
