Le rassicurazioni di Arpae e Ausl sulla discarica non placano la rabbia
Nuova illustrazione del progetto poi un acceso confronto I possibili rifiuti sul sito comunale. Calciolari: «Trasparenza»
Acceso e approfondito incontro tra amministrazione comunale e cittadinanza per la presentazione del progetto di riapertura della discarica di via Campana a Villafranca. Il “Raccordo Morfologico tra area est e area ovest della discarica per rifiuti non pericolosi di Medolla”, è stato presentato dai tecnici di Aimag, Arpae e Ausl con il sindaco Alberto Calciolari e l’assessora all’Ambiente Patrizia Sgarbi. Il piano, che prevede di stoccare 350mila metri cubi di nuovi rifiuti riempiendo la zona tra i due cumuli (trasformando l’attuale forma a “U” in quella a collina), è stato presentato dal direttore generale di Aimag Davide De Battisti, dal responsabile degli impianti e dell’ambiente Paolo Monoscalco e dal geologo Alberto Bimbatti.
De Battisti ha giustificato la necessità di avere la discarica dicendo che «la differenziata nei nostri Comuni ha superato il 90%, e il riuso è all’80%. Nonostante questi risultati però il sistema perfetto capace di riciclare il 100% non esiste. I siti a cui destinare i rifiuti che non possono essere riciclati restano necessari».
Spazio poi al dirigente Ausl Stefano Galavotti e Arpae, con la direttrice Barbara Villani e Richard Ferrari, che hanno elencato dati ambientali riguardanti la distanza dal centro abitato e il numero dei controlli tesi a rassicurare circa la sicurezza dell’impianto. Entrambe gli enti hanno dato parere favorevole in sede di Conferenza dei Servizi.
Al momento del dibattito, tuttavia, il clima accademico della presentazione si è subito infuocato, con numerosi membri del comitato “No Discarica” che hanno denunciato alcuni vizi di forma nella pubblicazione dei documenti, ma soprattutto lamentando che la cittadinanza non sia stata coinvolta a monte dell’approvazione del progetto, che viene visto da tutto il comitato come fonte di pericolo ambientale.
La dottoressa Marina Lechis, padovana ed esperta di discariche, contattata dal comitato, ha avanzato perplessità sul sito, in zona a rischio sismico e idrogeologico, pur ammettendo di non aver avuto abbastanza tempo per studiare il progetto. Le critiche più feroci sono senz’altro arrivate dal finalese Maurizio Poletti, portavoce del comitato civico “Ora tocca a noi”, che è arrivato a definire il caso della discarica di Medolla come «uno scandalo di proporzioni nazionali», dovuto all’insieme delle problematiche burocratiche e ambientali, determinate a loro volta sia alla tipologia di rifiuti, che anche se etichettata come “non pericolosa” permette depositi di metalli pesanti derivati da processi industriali, sia all’età della discarica, danneggiata anche dal deposito delle macerie post-terremoto.
Ulteriori dichiarazioni critiche sull’operato della giunta sono arrivate dai membri delle opposizioni, Marco Bergamini e Lavinia Zavatti, e da alcuni residenti delle zone vicine alla discarica, che hanno anche elencato una lista di morti a loro avviso sospette.
Il sindaco Calciolari ha infine dichiarato che dato il vizio di forma il progetto «…è stato temporaneamente bloccato in autotutela e che da oggi (10 febbraio, ndr) partono i sessanta giorni nei quali possono essere presentate osservazioni scientifiche, che verranno esaminate. Con questo il progetto passa completamente in capo alla mia amministrazione, che si impegna a seguirlo con la massima attenzione e trasparenza». Sul sito del Comune sono inoltre stati pubblicati tutti i codici dei rifiuti potenzialmente stoccabili. —
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