I contratti-truffa? Federconsumatori ha una proposta per fermarli
Vendite-beffa, la linea dura del presidente Marzio Govoni: «Abbiamo mille assistiti all’anno vittime di scorrettezze»
Venditori porta a porta qualificati e riconoscibili. Pagamenti dopo la fine del diritto di recesso. Contratti con compagnie telefoniche non più sottoscrivibili dalla cornetta. Ecco alcune proposte per contrastare truffe e pratiche commerciali scorrette. Nella sede di Abitcoop, le ha lanciate ieri mattina Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori Modena. Attivo dal 2007, lo sportello “Sos Truffa” della Federazione assiste in media circa mille persone all’anno. I servizi collaterali sono diversi: carte di credito clonate, gioco d’azzardo, abusi finanziari, sovraindebitamento. La maggior parte è legata però «alle truffe e alle pratiche commerciali scorrette, un confine difficile da stabilire», ha rimarcato Govoni. Il primo consiglio è «sconfiggere la vergogna», considerando che «dall’altra parte c’è un professionista, che cambia come Zelig». Gli esempi non mancano. Il primo citato è quello dei rilevatori di gas in città e in provincia. «Non è una truffa», ha ribadito il presidente di Federconsumatori perché «il contratto è perfetto». Il problema nasce dal fatto che «sono stati venduti a 399 euro in offerta speciale prodotti che in rete si trovano a 15-19 euro». Le tecniche descritte sono diverse. «Si è rivolta a noi un medico - ha aggiunto Govoni - raccontando che si è trovata di fronte un ragazzo che quasi le faceva pena. Così ha accettato e si è trovata in mano la scatoletta prima di telefonarci. Con un’altra signora di oltre novant’anni il venditore ha cambiato atteggiamento. Si è fatto raccontare l’albero genealogico della famiglia per poi chiederle se avrebbe avuto piacere che morissero avvelenati dal gas. Così lei ha sottoscritto due contratti». Federconsumatori sta seguendo i casi. «Abbiamo ricevuto una telefonata dall’avvocato del venditore - ha spiegato il presidente - poi il soggetto è sparito. Alla fine le persone per ottenere il risarcimento devono andare per le vie legali». La Federazione propone di raddoppiare i tempi per il diritto di recesso (14 giorni di base) per gli ultra 70enni. Rilancia il «divieto assoluto» di rinunciare a tale diritto. Invoca un pagamento via Pos dopo la scadenza del diritto di recesso. Invita a ritenere che «gli sconti del porta a porta sono tutti falsi». Altro tema caldo è il market telefonico. «Non basta più iscriversi al Registro delle opposizioni e sperare che il diritto di non essere contattati venga rispettato», l’avvertimento di Govoni. Per il presidente la burocrazia al telefono è «un caos funzionale per far passare la voglia di ripristinare il contratto». La prima soluzione diventa «rendere impossibile sottoscrivere un contratto telefonicamente», privilegiando invece la mail. Un’altra proposta riguarda la trasparenza: «serve l’obbligo di dire che si tratta di un’offerta commerciale, indicando l’azienda e da dove arriva la telefonata». Un elemento su cui riflettere è «il fiorentissimo mercato dei dati» per cui «una lista di chi ha già comprato da altre aziende può valere due euro a nome». Govoni ha ribadito che «chi commercia abusivamente dati dovrebbe essere chiamato a rispondere». Infine, ha rilanciato un lavoro di rete per rendere l’azione più efficace. Un appello che ha trovato sponda in Simona Arletti, presidente di Abitcoop, e Valeria Meloncelli, comandante della Polizia Locale. —
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