Scambio Roma-Modena per crescere e formare i geometri del futuro
Il progetto è Dantes 2020 e questa settimana coinvolge il Guarini: in città i coetanei di una scuola della capitale
Una settimana per confrontarsi sui percorsi scolastici, conoscere nuovi coetanei e vivere un’esperienza di scambio culturale e formativo.
È “Dantes 2020”, un progetto simile all’Erasmus (scambio culturale europeo rivolto agli studenti universitari) dove alcuni studenti di due scuole superiori italiane si scambiano scuola e città per una settimana. Protagonisti 12 studenti modenesi e 9 romani (classe terza), dell’Istituto d’istruzione superiore G.Guarini e l’istituto romano tecnico commerciale per geometri “C. Matteucci”.
«E’ un progetto di scambio culturale - spiega il vicepreside del Guarini Andrea Pietrafitta - e nazionale, al Guarini attualmente ospiteremo per tutta la settimana, fino a domani - venerdì 14 febbraio - 9 studenti di Roma che provengono da un istituto simile al nostro, che prenderanno parte a tutte le nostre attività formative».
A capo della delegazione romana uno dei professori del Matteucci, Enrico Ansaloni, modenese che vive e insegna a Roma e che racconta anche come è nata l’idea: «Visto che in Europa funziona lo scambio Erasmus noi abbiamo pensato di proporlo per le scuole superiori e a livello nazionale perché molto spesso anche città differenti non si conoscono e non si mettono in luce le caratteristiche fondamentali delle città stesse, in questo caso Roma e Modena. Inoltre, volevo che i miei studenti potessero toccare con mano anche le virtù del sistema scolastico modenese».
Uno scambio che prevede le stesse ore formative e le materie che gli studenti farebbero nel loro istituto: «Per alcuni giorni - aggiunge il professore Ansaloni - alcuni studenti di una terza di Roma e di Modena fanno le stesse ore che farebbero nella loro scuola e le materie sono le stesse, da matematica a topografia».
Capire come funziona un altro istituto scolastico e come si fa formazione è un’esperienza molto importante per questi studenti: «Si mettono alla prova - spiega Pietrafitta- e sperimentano metodi di insegnamento e studio diversi dalla loro scuola, inoltre è anche un modo per visitare un’altra città e conoscere più da vicino un’altra realtà scolastica».
Come si diceva, per gli studenti è anche l’occasione per conoscere un’altra città. La delegazione pernotta al San Filippo Neri e durante il giorno, terminate le mattinate scolastiche, c’è modo di girare per Modena: una visita al Duomo, a piazza Grande e alla Biblioteca Delfini. Non potevano mancare l’Accademia e il Museo Enzo Ferrari. Un progetto che vuole anche dare lustro al corso formativo per geometri: «E’ una figura professionale molto importante - spiegano i professori - che si sta evolvendo parecchio, a scuola sempre di più si affrontano le tematiche della bioarchitettura e sostenibilità ambientale e quindi anche questa esperienza aiuta a far conoscere più da vicino questo percorso formativo e confrontarsi sui diversi metodi di apprendimento e studio». —
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