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Elkann: «Ferrari, orgogliosa di essere italiana e un’enorme fame di vittorie»

Stefano Aravecchia
Elkann: «Ferrari, orgogliosa di essere italiana e un’enorme fame di vittorie»

Il presidente al Teatro Valli di Reggio Emilia esalta il cuore  e l’orgoglio del Cavallino. E fa un appello alla "coesione di squadra"

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il racconto



Il colpo di… teatro a tinte rosso Ferrari è riuscito. Reggio ha saputo sfruttare l’occasione di ospitare per la prima volta il vernissage della Ferrari. Colta la palla al balzo per l’indisponibilità del teatro Comunale di Modena, i cugini d’oltre Secchia hanno messo in campo le forze migliori per capitalizzare l’evento che per un’intera giornata ha attirato su Reggio gli occhi di tutto il mondo. Per Modena e Maranello un pizzico d’amaro in bocca, probabilmente il Pavarotti sarebbe stata la location ideale. Ma tant’è. Il Teatro Romolo Valli, simbolo dell’architettura neoclassica, ha fatto da cornice in tutto il suo splendore ad un pomeriggio tra musica e danze, culminato nella presentazione della SF1000 e nelle parole di John Elkann.

raffinato shOW

Prima di salire sul palco e prendersi la scena, il presidente della scuderia del Cavallino ha seguito l’evento da un palchetto in compagnia di Piero Ferrari. Alle 18.56 il sipario del Valli si è aperto mostrando il volto della 66esima rossa della storia Ferrari, momento solenne accompagnato dalle note dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia, formata da giovani musicisti dai 18 anni in su, selezionati tra i migliori talenti dei Conservatori di Parma e Piacenza e degli Istituti Superiori di Studi Musicali di Modena e Reggio. Con loro due guest star: Benny Benassi, reggiano doc, uno dei deejay più apprezzati al mondo e il direttore d’orchestra Leonardo De Amicis, reduce dal Festival di Sanremo.

Una colonna sonora accattivante studiata per l’occasione, che ha miscelato musica classica e moderna, alternata a giochi di luci ed esibizioni di performers.

Un crescendo di emozioni culminato nell’apparizione sulla scena della SF1000, l’«attrice» più attesa salutata da un lungo applauso dei presenti (tutti invitati) carico di speranze e accompagnato dalla solita, amletica domanda di ogni anno di questi tempi: bella è bella, ma questa Ferrari sarà vincente?

Dal 2007 in poi la risposta a marzo è sempre stata negativa, ma in casa Ferrari lasciano trapelare un cauto ottimismo. Saggiamente Elkann non si è voluto sbilanciare nè fare proclami, sottolineando però due concetti fondamentali: l’orgoglio Ferrari di essere italiana e l’enorme fame di vittorie.

PERCHÈ REGGIO?

Il presidente del Cavallino ha iniziato col chiarire i motivi della scelta di Reggio: «Siamo felici di essere qui in questo meraviglioso teatro. È la prima volta che facciamo la presentazione della monoposto fuori da Maranello e dal Mugello, ma è motivo d’orgoglio essere in un luogo importante a livello simbolico per il nostro paese. Noi siamo onorati di rappresentare l’Italia nel mondo: qui la bandiera è nata ed è per questo che Ferrari ha scelto per rendere omaggio alle origini italiane della nostra scuderia». A tal proposito il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ha omaggiato il team Ferrari con una copia del Primo Tricolore, nato proprio nella città emiliana nel 1797.

Perchè SF1000?

«In questa stagione la Ferrari competerà per la millesima gara e, se uno guarda ai settant’anni anni di storia della Formula 1, noi siamo gli unici ad esserci dall’inizio - dice orgogliosamente Elkann. Abbiamo disputato 991 Gran Premi vincendone 238, nonostante tutti questi successi la fame di vittorie resta enorme in Ferrari. Sappiamo quanto la competizione sia forte, ma questo ha sempre dato alla nostra scuderia una forza e uno stimolo a fare meglio e di più».

COESIONE

Elkann ha voluto pubblicamente elogiare tutte le componenti della famiglia Ferrari, dai meccanici ai piloti, lanciando un chiaro messaggio al team: «Non tutto si gioca in pista, la Ferrari ha sempre dato il massimo quando lo spirito è stato sempre coeso e, pensando al simbolismo di essere qui a Reggio dove è nato il tricolore, e sapendo che anche la Ferrari è nata qui in Emilia, ci è sembrato giusto celebrare il connubio di bandiere tra Italia e Ferrari», ha aggiunto mostrando insieme all'ad Carey il Tricolore e il vessillo della scuderia di Maranello con lo slogan #essereFerrari. L’istantanea che ha concluso il pomeriggio made in Reggio della Ferrari. —





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