Inchiesta sulla Fruttarola Il capo ufficio indagato medita di lasciare Finale
Momenti di tensione al Consiglio comunale straordinario sulla vicenda che ha portato a indagini e avvisi di garanzia per il “cantiere Fruttarola”. Le opposizioni insorgono e chiedono al sindaco di rimettere la delega ai Lavori pubblici, denunciando “l’immobilismo della ricostruzione in questi anni” e per riorganizzare l’ufficio, alla luce anche del possibile passaggio del capo dei Lavori Pubblici Francesco Alberti al Comune Terre del Reno (dove ha partecipato ad un concorso) come svelano i 5 Stelle.
«Non è mai stata fatta prima d’oggi una gara d’appalto per le strade a Finale - dice il sindaco Sandro Palazzi - questa modalità di lavorare è quella corretta. Sull’indagine non ci sono responsabilità politiche. I politici danno priorità, indirizzi e obiettivi all’area tecnica ma ne stanno fuori, i problemi saltano fuori quando ci sono delle commistioni tra i due ambiti».
«Non invidio i dipendenti comunali - replica il consigliere Pier Paolo Salino - che lavorano per questa amministrazione, il sindaco distribuisce responsabilità e manca di rispetto ai professionisti che fanno il loro lavoro».
La cronologia degli eventi più volte sottolineata dall’amministrazione e dall’opposizione parte nel 2016 quando la ditta Tavellin realizza gratuitamente un tratto di 450 metri di strada in via Redene Cremonine per dimostrare la qualità del suo prodotto, un conglomerato cementizio idoneo a quel tipo di strade e resistente al passaggio di mezzi pesanti.
A novembre 2018 per un appalto di 97mila euro al fine di ripristinare via Fruttarola viene commissionato il lavoro alla parmense Cogesta dopo una gara d’appalto al massimo ribasso. Ma a iniziare i lavori si presenta Tavellin secondo quanto denunciato dal consigliere M5S Mattia Veronesi che allerta anche i carabinieri. Il cantiere cantiere “svanisce” ma rimangono 600 metri di strada già trattata.
«Non scordiamo - aggiunge Stefano Lugli - la mancanza dell’ufficialità di un direttore lavori per il cantiere: era stato affidato un incarico esterno la cui determina non è mai passata al vaglio della Ragioneria e rispetto al quale l’ex segretario comunale Donato Guarino aveva richiesto al sindaco di usare una figura interna al Comune.
Palazzi replica di nuovo: «Il contratto firmato è valido, se non c’è determina d’incarico diventa debito fuori bilancio». —
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