Palazzina Cittanova, famiglie in Comune: «Pronti a tutelarle»
L’assessore all’Urbanistica Vandelli sul cantiere bloccato «Situazione difficile, il ministero nomini un commissario»
Un incontro con le dodici famiglie che ormai da un anno aspettano di poter entrare nelle loro case per fare il punto della situazione e cercare una soluzione per uscire dallo stallo. Al centro c’è la palazzina del comparto Peep “Cittanova 2” di via Pannunzio, il cui cantiere si è arenato per le difficoltà economiche della cooperativa modenese San Matteo, e a intervenire oggi è l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli.
Assessore, la situazione di via Pannunzio sembra piuttosto complicata...
«Le difficoltà del Peep di Cittanova non sono semplici, e noi ci siamo già attivati con i legali indicati dai promissari acquirenti per approfondire le possibili soluzioni. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, come è avvenuto nelle altre situazioni simili, è ovviamente quello di andare incontro alle esigenze delle famiglie, alcune delle quali hanno impegnato somme significative per un alloggio che non hanno ancora ottenuto».
Avete già appuntamenti in programma?
«Abbiamo convocato per la prossima settimana un incontro direttamente con i promissari acquirenti per confrontarci direttamente su quali possano essere le soluzioni più rapide che consentano loro posizioni di maggior vantaggio per tutelare le somme versate e per l’acquisto degli alloggi. Del resto, il Comune non ha gli strumenti per intervenire direttamente nelle controversie tra cooperativa e imprese costruttrici. Abbiamo letto che le posizioni delle due parti sono molto distanti… anche nella ricostruzione di ciò che è effettivamente avvenuto».
Quale potrebbe essere la strada per tutelare le famiglie?
«Già da alcune settimane abbiamo chiesto alla cooperativa di metterci a disposizione gli elementi per poter fare valutazioni tecniche e finanziarie, interpellare gli istituti di credito interessati e valutare azioni con il ministero. Una possibilità, infatti, è quella di chiedere che il ministero contribuisca a fare chiarezza indicando un commissario, e noi abbiamo proposto di farlo insieme ai promissari acquirenti. In altre situazioni, questo è stato un elemento che ha consentito di individuare un percorso verso una soluzione positiva. Devo però essere sincera: tutte queste situazioni sono simili, ma ognuna ha particolarità che vanno affrontate in maniera specifica. E questa è particolarmente complessa, sia per gli aspetti giuridici e amministrativi, sia per gli impegni che hanno assunto personalmente i promissari acquirenti nel rapporto con gli istituti di credito». —
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