E la scuola si ferma con 3 squilli di campana
PAVULLO. Tre squilli di campanella. Gli studenti scendono tutti nell’atrio, e lì cinque lunghi minuti di silenzio, sciolti poi dalle parole di commozione della preside Anna Fucile. Alle 11 ieri al Marconi è stato il momento di condivisione del dolore: troppo grande da tenere dentro per gli amici di Mohamed, ma impegnativo da gestire anche per gli adulti. Insieme, tra singhiozzi e abbracci, lo choc dell’annuncio è stato superato. Ma la ferita rimarrà aperta chissà quanto. Nel ricordo di uno studente «esemplare sia sotto il profilo didattico che educativo» la preside ha iniziato così: «Mohamed non è più con noi, ma ci direbbe questo: “Non vi ho abbandonati come pensate, vi ho semplicemente “passato” la mia breve vita. Mi raccomando: condividetela con me, condividete con me i vostri sogni, le vostre azioni e il vostro futuro”. Ci uniamo con tutto il nostro affetto alla famiglia. Mohamed, ti ricorderemo con tanto amore».
All’inizio della mattinata i compagni di classe (13) sono stati tenuti per un’ora dalla preside (che è anche psicologa) nel suo ufficio, per gestire l'emozione. Non ce l’hanno fatta a finire l’orario: hanno chiesto di uscire alle 12.30 per andare a trovare la famiglia. C’era anche chi voleva andare a Modena nella convinzione di potergli fare visita subito, non sapendo che gli esami richiederanno giorni.
«Me lo vedo ancora qui davanti Mohamed all’inizio dell’anno – dice la preside commossa - quando si è presentato in ufficio col contratto di lavoro chiedendo di aiutarlo a non perderlo. Sarebbe stato senz’altro un ragazzo con un grande avvenire».
Anche al Cavazzi e alle medie è stato osservato un minuto di silenzio, per vicinanza alle due sorelle. —
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