Gazzetta di Modena

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maxi riqualificazione urbana 

Il Biscione come l’Errenord Via al piano da nove milioni

Serena Arbizzi
Il Biscione come l’Errenord Via al piano da nove milioni

Alloggi a canone calmierato, progetti ricreativi, doposcuola, e portierato sociale Entro il 2023 il quartiere cambierà volto con l’accordo tra Comune e Acer

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Housing sociale con alloggi a canone calmierato, riservati in parte ad anziani, servizi di base, incentivare le “case famiglia” con alloggi accorpati, ma anche m orti pensili per stimolare attività a di collaborazione e condivisione tra i residenti e portierato sociale, sala giochi, doposcuola e attività sportive, sale pasti, sale per la pulizia, attività socializzanti.

Tutto questo sarà il Biscione del futuro, con un modello che somiglia a quello utilizzato per il modenese Errenord: il maxi complesso tra le vie Cattani e Unione Sovietica è candidato dal Comune all’ottenimento di un finanziamento regionale che dovrà portare una gigantesca rivoluzione urbana e sociale in uno dei quartieri più problematici della città. Oggi, infatti, il Biscione si caratterizza per il «degrado sociale significativo, unito a un degrado edilizio conseguente anche alla sostanziale incapacità delle proprietà di apportare le indispensabili manutenzioni a conservazione del bene», come si legge sui documenti predisposti dal Comune per la presentazione della manifestazione d’interesse alla Regione per l’ottenimento dei fondi. Soggetti attuatori e cofinanziatori del progetto ambizioso sono Comune e Acer: tra loro è stata predisposta una scrittura privata. Mentre Asp Terre d’argine ha presentato un progetto socio ricreativo, educativo e assistenziale a servizio degli inquilini. Questa sinergia dovrà portare a un quartiere fortemente riqualificato, centro di attività a grande valenza sociale, volte alla condivisione degli spazi tra gli inquilini.

Attualmente, il maxi complesso costruito negli Anni Settanta è composto da 200 unità immobiliari destinate a: abitazioni, garage, negozi, uffici, magazzini, locali di culto e attività produttive. I proprietari sono disponibili a vendere parti considerevoli dell’edificio. Il Comune si propone di acquistare 55 alloggi dei 90 complessivi, oltre a mille metri quadri delle porzioni a uso terziario così da stimolare i privati proprietari alla riqualificazione. Il progetto Asp mira a tutelare le persone deboli, offrendo alloggi in sicurezza e momenti ricreativi di scambi generazionali. Tra gli obiettivi c’è l’integrazione con il volontariato. Asp, nel dettaglio, gestirà gli spazi comuni ricavati dalla riqualificazione e i servizi a supporto degli inquilini.

In alcuni degli ambienti ricavati al primo piano si ipotizzano attività di ginnastica dolce per anziani, corsi di cucina, inglese, italiano, giardinaggio..., attività ludiche per bambini, supporto alle attività scolastiche e formative. Asp, inoltre, si occuperà di orti pensili ricavati in vasche di legno. E di un centro diurno pensato per bambini e adolescenti dai 6 ai 18 anni. Oltre alla supervisione (portierato sociale) per gli inquiline parzialmente autosufficienti, offrendo pulizie e pasti a domicilio, lavanderia, infermeria. Il maxi piano ammonta a 9 milioni e 98.741, 70 euro. Di questi, in capo al Comune di Carpi ci sono oltre 2 milioni e mezzo, tra servizi e proventi presso Acer; più di un milione e mezzo in capo ad Acer per l’intervento di Edilizia residenziale sociale, mentre il finanziamento regionale di 5 milioni è diviso tra l’residenziale Ers per l’80% e l’extraresidenziale. L’intervento dovrebbe essere completato nel 2023. —



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