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Krystyna, l’ex traduttrice del Consiglio di Bruxelles che ora piange per la Brexit

Erika Baccolini Gaia Pellegrino
Krystyna, l’ex traduttrice del Consiglio di Bruxelles che ora piange per la Brexit

Il centro Europe Direct di piazza Grande ha ospitato l’incontro con la professionista londinese che da anni vive nella nostra città 

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«Io ho pianto per due giorni e alla mezzanotte del 31 mi sono addirittura sentita fisicamente male». Sono queste le parole con cui Krystyna Biskupski, ex-traduttrice del Consiglio dei Ministri di Bruxelles, definisce il suo stato d’animo nei confronti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea durante l’intervista alla Europe Direct Modena. Nata e cresciuta a Londra da madre italiana e padre polacco, trasferitasi a Bruxelles e successivamente a Modena, Krystyna afferma: «Io ho beneficiato in modo incredibile dell’Unione Europea e non posso credere che dopo 47 anni di vita e privilegi all’interno del blocco commerciale più grande al mondo il mio paese abbia potuto decidere di buttare tutto all’aria».

Per Biskupski e molti suoi connazionali tutto ha inizio il primo dicembre del 2009 - con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che prevede, all’articolo 50, la possibilità per ogni stato membro di recedere dall’Unione Europea - e trova il suo pieno compimento il 31 dicembre 2019, dando il via ad un periodo di transizione di circa un anno: «In questo momento noi britannici in Italia siamo in un periodo di limbo», afferma visibilmente rassegnata, facendosi portavoce della sfiducia e dell’avvilimento che i cittadini britannici residenti in altri stati europei (i cosiddetti UKinEurope) sono costretti a vivere. Infatti, stando a ciò che afferma Krystyna, le problematiche legate alla Brexit sono numerose e riguardano in particolare il settore economico (come per esempio lavoro, studio e cure sanitarie). Eppure la tragicità della situazione risiede nella perdita da parte degli UKinEurope di uno dei diritti civili fondamentali dei cittadini: il diritto di voto. «Quello che abbiamo perso immediatamente il primo febbraio è il diritto di poter scegliere chi ci rappresenta nei vari parlamenti, e questa è una di quelle cose che sentiamo tantissimo». Da queste parole emerge chiaramente la condizione emotiva di chi è diventato la principale vittima delle decisioni della sua stessa patria.

L’ex-traduttrice del Consiglio dei Ministri di Bruxelles rappresenta attraverso il suo percorso di vita il perfetto esempio di cittadino europeo e, in quanto tale, si mostra solidale nei confronti dei giovani, mettendoli in guardia sul loro futuro: «Tengo a sottolineare che la perdita di questi diritti fondamentali rappresenterà un problema soprattutto per le nuove generazioni; noi di una certa età abbiamo già fatto la nostra vita, in futuro, salvo diverse negoziazioni, la situazione cambierà in peggio».

Krystyna non si sofferma solo sulle giovani generazioni, ma estende l’allarme a tutti gli stati membri: «Queste regole non sono state stabilite adesso per la Brexit: la perdita dei diritti acquisiti riguarderà i cittadini di qualsiasi stato membro che dovesse un giorno decidere di uscire dalla Ue». Le conseguenze dell’articolo 50 saranno dunque le stesse per chiunque sceglierà di attivarlo sul proprio territorio. —

Erika Baccolini

Gaia Pellegrino

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