modena
cronaca

Modena. Sabattini e l’esclusione dei cattolici in Regione «È finito il pluralismo»

L’ex presidente della Provincia, anima della Dc, scrive ai suoi «Totale irrilevanza delle culture che non sono della “ditta”» Nel mirino finiscono Boschini (non eletto) e anche Maletti: «Si facciano carico di convocare un confronto»


15 febbraio 2020 Davide Berti


MODENA. Prima la giunta senza nomi modenesi, che a tanti non è andata giù, nemmeno a Sinistra. Poi il problema ben più ampio - non solo modenese - della mancata rappresentanza dell’anima cattolica del Pd nella giunta Bonaccini.

Dopo il gusto della vittoria, la resa dei conti è arrivata puntuale. A far suonare la sveglia una lunga missiva firmata niente meno che da Emilio Sabattini, l’uomo della Dc in provincia di Modena, nell’ombra solo perchè oggi senza cariche ma sempre molto... sul pezzo, con ruoli di regia. Scrive ai suoi fedelissimi, ma la mail fa subito il giro della provincia.

Sabattini non ci gira intorno: «Con la nascita della nuova giunta si conclude mi pare definitivamente una stagione politica per questa Regione: nel 1995 partì un progetto che vide nascere una coalizione politica plurale di centro sinistra, con i cattolici entrare per la prima volta in maggioranza in regione e in molti comuni. Una esperienza anticipatrice dell’avvento dell’Ulivo. Lo stesso Pd, nato forse precocemente senza alcuna tappa intermedia, come forse necessario, aveva nel suo dna fondativo la ricchezza del pluralismo politico, espressione di culture diverse, fra cui quella cattolica, la nostra. Una esperienza a cui noi che siamo stati partecipi abbiamo guardato con particolare interesse, in quanto questa fusione doveva essere portatrice di una nuova cultura riformista in grado di cogliere le grande sfide del terzo millennio. Invito a valutare seriamente questa mia affermazione, prendiamo atto che dopo 25 anni in Emilia-Romagna nasce una giunta di sinistra con alcuni “indipendenti di sinistra” e una rappresentante dei Verdi. Io prendo atto che il pluralismo politico, e con questo termine non intendo riferirmi ai soli cattolici, sia chiaro, non alberga più in questa Regione. Questo è un problema politico molto serio che denunci la totale irrilevanza delle culture che non sono espressione della “ditta”».

Forte anche la sottolineatura sulla scelta di Elly Schlein come vicepresidente e il suo coming out: «Mi sia consentito poi evidenziare con una particolare sottolineatura le dichiarazioni odierne della Vicepresidente che dà rilievo ad una componente sessuale che riguarda la sua persona e quindi di conseguenza per il ruolo che essa ha, assume un valore, un modello che in qualche misura coinvolge la stessa Istituzione regionale. Io non sono un bigotto ma mi pare che oggi il problema drammatico che ha l’Europa sia il decremento demografico che nel breve e medio periodo produrrà problemi molto seri alle nostre economie. E non è un problema del mondo cattolico, ma della società che richiede la messa in campo di nuove politiche nazionali, regionali e comunali ed europee. Ci sarà qualcuno in questa regione che ha il coraggio di ricordarlo e che una società cresce non sull’individualismo ma su valori condivisi, o vogliamo che sia solo la destra a sposare magari strumentalmente queste politiche?».

Sabattini fa anche un po’ di autocritica: «Mi verrebbe da dire che i voti di questa componente culturale sono utili solo per vincere le elezioni e per eleggere al massimo qualche consigliere regionale. Ma la responsabilità vera sta in noi che con il nostro modo di essere in politica abbiamo avviato un percorso di irrilevanza e di declino. La continua frammentazione, la divisione in gruppi, sottogruppi, piccole sette, ha concorso a produrre questo risultato. A ciò si aggiunga l’altro elemento, la mancanza di una progettualità alta, pur essendo la componente culturale che per la sua storia, per il radicamento culturale, più di altri potrebbe offrire, per la economia, per il lavoro, per la scuola, proposte di particolare originalità».

E infine lancia un appello: «Ciò che mi chiedo è se sia possibile ripartire o se il declino sia inesorabile e sia già stato scritto, sia per chi è nel pd, sia per chi ha scelto la scorciatoia di uscirne. Chi ha responsabilità nelle diverse istituzioni deve farsi carico di un cammino che coinvolga tutti. I due candidati che abbiamo sostenuto alle elezioni con sindaci ed assessori, Presidente della provincia, qualora condividessero anche in parte queste valutazioni potrebbero farsi carico di convocare un incontro scrivendo insieme l’ordine del giorno e la relazione introduttiva, la discussione». Per Francesca Maletti, eletta, e Giuseppe Boschini, primo dei non eletti, c’è già da lavorare... —




 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.