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Studenti a tu per tu con il sindaco sul 2020 «I giovani devono poter restare a Modena»

Anna De Lillo Benedetta Borsari
Studenti a tu per tu con il sindaco sul 2020 «I giovani devono poter restare a Modena»

Quasi due ore di dibattito con Muzzarelli: «Serve una realtà sana, innovativa, smart e attenta alle esigenze di tutti»

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Una città sostenibile, trasporti efficienti e attenzione alla ricerca: in poche parole, futuro. Questi sono i desideri dei giovani della 5CL del Muratori-San Carlo per la Modena del 2020. Ma sognare non basta, perciò hanno deciso di confrontarsi con il sindaco Giancarlo Muzzarelli per ottenere risposte concrete a questi temi.

Riguardo all’ambiente, in questi ultimi anni sia Modena che i suoi cittadini si stanno mostrando sempre più attenti alla sostenibilità. Quali sono i progetti e le intenzioni di questa amministrazione per il 2020?

«Quelle legate all’ambiente sono indubbiamente le azioni più complicate, perché richiedono di connettere le esigenze collettive a quelle individuali: il 40% dell’inquinamento è dovuto ai consumi delle abitazioni private, ma è difficile per i singoli accettare di cambiare la propria quotidianità per il bene della comunità. L’ambizione sarebbe rigenerare il patrimonio abitativo per rendere ecologicamente efficienti gli edifici esistenti e imporre per il futuro la costruzione di case passive, ovvero senza consumi. Ciò che di concreto sta accadendo è il successo della raccolta differenziata: sul territorio del comune oltre il 63% dei rifiuti viene riciclato, ma il traguardo è un aumento del 10% nei prossimi anni. Ci stiamo assumendo impegni molto rigidi, anche con la produzione di energia pulita dai rifiuti, in forma di biometano e di elettricità grazie al termovalorizzatore. Anche per quanto riguarda le industrie, stiamo iniziando a lavorare sulla sostenibilità. Ma il nodo cruciale restano i trasporti: l’Emilia Romagna, per la sua posizione geografica, è inevitabilmente una regione di passaggio: anche per questo il problema si rimette alla coscienza individuale, perché le istituzioni non possono fare molto senza il sostegno di ogni singolo cittadino, se non limitare il traffico di mezzi inquinanti e fornire valide alternative, come piste ciclabili e mezzi pubblici ecologici».

A questo proposito, i trasporti pubblici e la viabilità sono un altro tema “caldo”. Come si sta muovendo il Comune in quest’ambito?

«È in via di approvazione il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), che si pone come obiettivo ridisegnare la viabilità della città rendendola più compatta ed adatta alle esigenze dei cittadini, apportando migliorie a centro storico, trasporti pubblici locali e rete di piste ciclabili. Il progetto più ambizioso è la cosiddetta “Ciclabile Diagonale”, un asse verde che segue la linea della vecchia ferrovia e congiunge la stazione dei treni al Polo Leonardo. A questa idea si collega il Progetto Periferie che prevede la riqualificazione dell’ex Scalo Merci, che al momento risulta in stato di abbandono, con il miglioramento di viabilità, servizi e aree verdi. I disegni del Pums si innestano sulla proposta del Presidente della regione di abbattere le tariffe del trasporto pubblico fino ai 19 anni e di promuovere l’acquisto di mezzi più moderni ed ecologici. Ciò significa investire maggiormente su filobus, autobus elettrici e persino a idrogeno. Ma non dobbiamo dimenticare che Modena, con la sua fama di “Città dei motori”, è oggi sempre più rivolta al futuro e alla mobilità sostenibile, anche e soprattutto attraverso la ricerca».

Parlando appunto di ricerca, Modena vanta livelli universitari d’eccellenza. Ma il mondo del lavoro e il territorio sono pronti ad accogliere i giovani laureati di oggi e di domani?

«Sì, Modena è un polo universitario molto importante e in continua crescita, oltre ventimila studenti studiano in città, molti dei quali vengono dall’estero. Le nostre facoltà offrono livelli qualitativi molto alti, sia nell’istruzione che nella ricerca, in ambiti che nel mondo del lavoro sono sempre più richiesti: prima tra tutti la sanità, che a Modena vanta unicità mondiali e che necessita di figure professionali e specializzate in tutto il settore. Nel campo dell’automotive, ugualmente, la nostra città rappresenta un riferimento importante e gli ingegneri formati qui sono richiestissimi a livello mondiale. Anche chimici e fisici sono figure che stanno andando incontro a una domanda sempre maggiore, in particolare nell’industria ceramica così come in quella biomedicale. Un altro settore che rappresenterà in futuro una grande possibilità di impiego è quello delle intelligenze artificiali. Il punto cruciale è che il territorio deve offrire opportunità e dignità per contrastare l’esodo dei giovani e allo stesso tempo dimostrarsi attrattivo per i futuri studenti».

Come sarà quindi la Modena del futuro?

«Una città sana, smart e attenta alle esigenze dei suoi cittadini, orientata verso l’innovazione, ma senza dimenticare la propria storia». —

Anna De Lillo

Benedetta Borsari

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