Gazzetta di Modena

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FIORANO 

Colorobbia diserta l’incontro: 16 operai in bilico

Daniele Dei

L’azienda rinvia l’appuntamento. Di Giuseppe (Cgil): «Ritiri i licenziamenti e poi si discuta sul nuovo rilancio industriale»

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Un piano industriale che non convince le forze sindacali quello che Colorobbia Italia ha consegnato alla Rsu dopo aver annunciato sedici esuberi nella propria sede di Fiorano, su un totale di 59 lettere di licenziamento tra Toscana ed Emilia. Giovedì si è tenuto infatti un incontro alla sede della Cgil di Sassuolo a cui hanno preso parte le rappresentanze dei lavoratori dei tre siti coinvolti e i sindacalisti delle due regioni della Filctem Cgil. Dopo un primo faccia a faccia con i rappresentanti dell’azienda, specializzata in smalti e vernici per il settore ceramico, avvenuto lo scorso 31 gennaio, il 12 febbraio è saltato il secondo incontro.

«Da parte nostra avevamo espresso la volontà di approfondire il piano industriale dell’azienda - spiega Fabio Di Giuseppe della Filctem di Sassuolo - per questo abbiamo aspettato qualche giorno affinché Colorobbia Italia ci fornisse la documentazione richiesta. La riunione sindacale a Sassuolo era volta all’analisi di questi documenti. Adesso stiamo aspettando di riconvocare il tavolo in una data che sarà o il 19 o il 21 febbraio a Vinci».

A ora però la situazione non piace a Filctem: «All’interno ci sono indicati alcuni obiettivi di sviluppo dei tre stabilimenti coinvolti e il piano dei costi fino al 2021 - prosegue Di Giuseppe - ma anche i motivi del 59 esuberi, confermando quando scritto nella procedura di mobilità. La documentazione però non ci convince perché si parla soprattutto di equilibrio dei conti. Dal nostro punto di vista, invece, dobbiamo lavorare prima sul ritiro dei licenziamenti, poi a quel punto possiamo discutere insieme sulle modalità di rilancio e sui passi per favorirlo».

Le procedure, annunciate a gennaio, rischiano di diventare operative già da fine del mese senza un un accordo: «Non si può parlare di sviluppo puntando sui licenziamenti - conclude Di Giuseppe - per questo non ci appare chiaro il piano industriale di Colorobbia e ci batteremo affinché si arrivi alla sospensione delle procedure il prima possibile». —

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