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Coronavirus, ora basta fake news «Non sottovalutare e niente panico»

Margherita Anderlini Francesca Gargano Ahmed Karroud Marta Malmusi Dea Pizzi
Coronavirus, ora basta fake news «Non sottovalutare e niente panico»

La professoressa Cristina Mussini, infettivologa: «Se ne sentono di tutti i colori: seguite i medici, non le voci infondate»

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Il coronavirus ha contagiato anche i mezzi di comunicazione e se per le persone a volte la terapia non è abbastanza, per i media la giusta informazione è l'unica cura. Ed è per questo che la professoressa Cristina Mussini, infettivologa modenese di fama mondiale, ha smascherato le voci più comuni in circolazione.

Topi, pipistrelli, serpenti... qual è il vero animale responsabile di questo nuovo virus?

«La famiglia dei coronavirus comprende numerosi ceppi virali che provocano diverse malattie. Importante è sapere che questi virus sono capaci di compiere il salto di specie da un animale detto serbatoio, ai mammiferi, anche se spesso non si riesce a capire quale esso sia. Per quanto riguarda il nuovo coronavirus, si pensa che il ruolo di serbatoio sia ricoperto dal pipistrello, facilitato dalla stretta convivenza con l'uomo. Ciò che rende questi virus così pericolosi è la mancata familiarità dell’organismo umano con queste patologie».

Il coronavirus può essere considerato un’evoluzione della Sars, essendosi manifestati nella stessa area?

«Il nuovo coronavirus non può essere considerato un’evoluzione della Sars. Nonostante presentino gli stessi sintomi di insufficienza respiratoria, hanno caratteristiche differenti».

I numeri di contagiati e morti sono molto contrastanti fra le varie fonti di informazione.

«Essendo a Modena non dispongo di dati certi, ma sulla base della mia esperienza, ammetto di non credere ai numeri dichiarati. Durante un’epidemia l’ultimo pensiero dei medici è compilare le schede di notifica di contagiati e di deceduti per dare invece la precedenza a curare: i conti si fanno sempre alla fine. In ogni caso il numero dei morti dipende anche dalla risposta del sistema sanitario: se, come in questo caso, si parla di una patologia che necessita dell’uso di numerosi strumenti sanitari, come ad esempio i respiratori, è difficile pensare di curare tutti con i mezzi a disposizione».

Quindi come si trasmette effettivamente il virus da uomo a uomo?

«Gli studi fino ad ora effettuati dimostrano che il virus si trasmette non solo per via aerea, ma anche attraverso le mucose, come la congiuntiva, e tramite il contatto diretto con soggetti infetti».

Cosa pensa delle misure attuate dal governo italiano, come nel caso dell'aeroporto di Fiumicino, per far fronte a questa nuova emergenza?

«Cancellare i voli diretti provenienti dalla Cina è stata una mossa avventata, fatta senza prima consultare gli esperti in campo medico. Per evitare il contagio bisognerebbe considerare anche i voli provenienti dalla Cina che fanno scalo in diverse altre città prima di atterrare in Italia, al giorno d’oggi utilizzati tanto quanto i voli diretti. Inoltre l’impiego di termoscanner per rilevare la temperatura corporea risulta relativamente utile poiché i sintomi di una semplice influenza sono molto simili a quelli del virus».

E per quanto riguarda le mascherine?

Essendo il virus a trasmissione respiratoria, si è diffusa la falsa credenza che le mascherine siano indispensabili per prevenire il contagio. Ma anche le mascherine in commercio risultano relativamente inutili perché non impediscono il passaggio del virus. È importante però che vengano utilizzate da chi è già infetto. Le mascherine in grado di evitare il contagio esistono, sono dotate di filtri specifici, ma vengono utilizzate unicamente nei reparti ospedalieri in quanto la loro durata è limitata (ricoprono infatti un arco temporale di dodici ore) e il prezzo è elevato».

Il clima di allarme che si è prodotto è giustificato? Questa discriminazione nei confronti delle persone asiatiche è realmente fondata?

«Fantascienza! In Italia si è diffuso un clima di assoluto delirio collettivo nonostante il virus non sia presente nel nostro paese. Bisogna infatti saper distinguere la situazione italiana da quella cinese, che al contrario risulta preoccupante. Come è successo per altre patologie sviluppatesi in questi ultimi anni la paura ha avuto la meglio sull’uomo: nessuno mangia più nei ristoranti cinesi, si evitano i negozi gestiti da asiatici e si rendono i pacchi provenienti dalle zone colpite dal nuovo virus».

Quali sono le notizie più strane o assurde di cui ha sentito parlare?

«Non utilizzando nessun tipo di social media, non sono particolarmente informata su ciò che circola in rete riguardo il nuovo coronavirus. Però mi sono giunte voci assurde, fra le quali quella della creazione in laboratorio del virus ad opera di militari. Ovviamente quest’ultima si è rivelata una fake news perchè in fondo, bisogna ammetterlo, la natura fa già del suo meglio nella creazione di nuovi organismi, senza alcun bisogno dell’uomo. In ogni caso, ci terrei a diffondere un messaggio estremamente rassicurante: ecco, essere rassicuranti non vuol dire sottostimare il rischio, bensì diffondere fiducia sulla base dei dati a nostra disposizione i quali, per ora, sono positivi. Questi dati devono però essere forniti da persone competenti, le uniche in grado di giudicare la situazione al meglio ed, eventualmente, prendere le dovute misure precauzionali in caso di improvviso mutamento. Seguite le loro parole, non quelle scritte sui blog». —

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