Gazzetta di Modena

Modena

Emiliana Rottami, Sibelco manda le ruspe

Saverio Cioce

L’ad della neo proprietà, Nicola Dalpasso: «Demoliremo tutto e poi verranno costruiti gli impianti più moderni d’Italia» 

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Dal 10 febbraio il gruppo Sibelco è diventato ufficialmente proprietario della fallita Emiliana Rottami, firmando il contratto d’acquisto davanti al notaio.

Il Tribunale quindi esce con il suo perito dalla gestione di quel che resta della fabbrica e consegna le chiavi all’azienda bergamasca che per conto della multinazionale vuole rilanciare il sito. Siamo dunque arrivati alla parola fine della vicenda trentennale? I sancesariesi, finora costretti a fare i conti con le polveri di vetro fin dentro casa, potranno tornare a respirare un’altra aria fra alcuni mesi? Il sindaco Zuffi ne è convinto: negli ultimi giorni ha incontrato più volte i responsabili della ditta che stanno facendo la spola con S.Cesario, Modena e Bologna per mettere a punto le procedure per le lavorazioni di rottami di vetro, da rifiuti a materie seconde.

Sulle prospettive future dello stabilimento abbiamo interpellato l’amministratore delegato della Sibelco, Nicola Dalmasso.

A quando i lavori?

«Dovremo prima demolire e rimuovere i muri, le linee e tutto quello che riguarda la vecchia sede dell’ex Emiliana Rottami e poi costruire la nuova fabbrica con gli impianti. Ripartiremo da zero, portando via anche i vetri di quell’area. I tempi? Da marzo a giugno, poi nuova sede».

La nuova produzione?

«Al più presto. Ci sarà la preselezione e poi la preparazione per il forno. L’impianto, che sarà il più moderno in Italia, sarà in grado di lavorare 50 tonnellate all’ora. Pensiamo nell’immediato che lavorerà cinque giorni su sette, 24 ore al giorno. Tutto al chiuso e un esempio di buona gestione ambientale. Non è nel nostro interesse mostrare al mondo un impianto modello, anche per una grande multinazionale come la nostra, e poi creare problemi all’esterno».

L’area di via Bonvino?

«Erano 120 mila tonnellate di rottami, ora sono decisamente diminuite. Sono da portar via con i camion, 30 tonnellate l’uno, affiancando quella lavorazione al materiale raccolto giorno per giorno e avviato al riciclo. Pensiamo di finire in quattro anni: non è possibile portar via in pochi mesi quello che è stato accumulato in decenni».

«In questi giorni abbiamo avuto con la nuova proprietà incontri preliminari per definire l’assetto urbanistico dell’impianto. Da parte nostra c’è la massima collaborazione - commenta da parte sua il sindaco Zuffi - Mi hanno spiegato che potranno disporre dello stabilimento dal 1° marzo per ragioni giuridiche. Al tempo stesso continuano a portare via il vetro accumulato in passato».

Che fine faranno le altre tonnellate di rottami?

«Come ho detto pubblicamente, nel fallimento era finita anche l’area di via Bonvino, con un’altra montagna di vetro, ben più imponente di via Verdi. L’azienda però, forse per precedenti esperienze, non ha voluto prendere in considerazione da subito il secondo sito, forse per il timore di trovare sgradite sorprese nel sottosuolo. Ma queste sono mie ipotesi: di fatto continuano a mandare camion per portar via materiale anche lì. Mi sembra un gesto di buona volontà, non sarebbero tenuti a farlo. Spero che quando avranno ripulito la zona possano rilevare anche quell’area, 60 mila metri quadrati a pochi passi dalla via Emilia, destinata a usi industriali. Uno sviluppo interessante direi». —

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