Il personaggio. Da tifoso a protagonista, Fabio Donadio a tinte gialloblù
Un sogno che diventa realtà: «Mi sono trovato dal vedere la partita della finale Scudetto 2002 da tifoso in tribuna ad essere in campo e vincerlo nel 2016».
Così Fabio Donadio, oggi team manager ed ex giocatore del Modena Volley, ricorda come il sogno di qualsiasi tifoso gialloblù si sia avverato.
L’atleta racconta l’inizio della sua carriera all’età di quindici anni, relativamente tardi, perché prima impegnato nel calcio.
«Ho avuto la fortuna di giocare fin da subito in alta categoria, ma il mio debutto in serie A1 è avvenuto quando avevo solo diciannove anni».
Dopo aver praticato questo sport in alcune società importanti, come la Villa d’Oro, è stato contattato dal coach Andrea Giani per giocare in A1 nel Modena Volley, come secondo libero.
Nel 2016, sempre a Modena, oltre a vincere lo scudetto, sua aspirazione da una vita, conquista con la squadra il triplete (Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto).
Con questa esperienza è riuscito a crescere a livello tecnico e personale anche grazie al confronto con alcuni dei più forti giocatori a livello mondiale, come Earvin N’Gapeth, Bruno de Rezende e Lucas Saatkamp.
«Vincere lo Scudetto a Modena, con il Modena e da modenese è stata una soddisfazione indescrivibile. Non sono tanti i modenesi ad avere avuto questa opportunità».
Altra occasione importante per la sua carriera è stata la proposta del direttore sportivo Andrea Sartoretti di diventare Team Manager della società. Questo ruolo, come spiega Donadio, implica l’organizzazione settimanale e giornaliera della routine della squadra: «Curo gli eventi con gli sponsor e con le testate giornalistiche, oltre che alle trasferte e ai trasporti della squadra, all’abbigliamento e agli arrivi e alle partenze dei giocatori a inizio e a fine stagione».
Momentaneamente non allena nessun team anche se in futuro gli piacerebbe dedicare il tempo richiesto per riuscire al meglio in questa attività, nonostante si occupi dell’organizzazione dei camp estivi aperti ai giovani.
Conclude l’intervista parlando con soddisfazione del suo ruolo in una società che gli permette di stare in contatto costante con la squadra e di aiutare in palestra nel momento del bisogno, mantenendo viva la sua passione.
«Gli uffici dove lavoro sono proprio sopra la palestra, quando mi viene voglia, mi basta scendere le scale per essere immerso nell’atmosfera del Tempio del Volley». —
Matilde Rizzardi
Ludovica Galasso
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