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La maturità vista dagli studenti. Le materie esterne fanno più paura

Sara Terenziani
La maturità vista dagli studenti. Le materie esterne fanno più paura

La parte più temuta da tutti è sempre la prova orale «Tutto preoccupa. Speriamo di non rivederci a settembre»

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Giovedì 30 gennaio ore 14 in punto: milioni di studenti italiani nel panico incollati agli schermi dei loro smartphone, in attesa di scoprire le tanto temute materie d’esame.

Alla pubblicazione delle materie molti hanno esultato, tanti altri si sono letteralmente disperati e altrettanti si sono detti estremamente insicuri. L’incertezza è infatti ciò che caratterizza la maggioranza dei maturandi 2020 dagli istituti professionali, ai tecnici fino ai licei, soprattutto per via dei continui cambiamenti. La trasformazione dell’orale, la seconda prova e le materie esterne portano una studentessa del Liceo Sigonio a dire: «Di questo esame ci preoccupa tutto, speriamo di non rivederci di nuovo a settembre».

La parte più temuta è certamente stata l’orale: l’ansia dell’esposizione davanti all’intera commissione preoccupa tutti, dai più timidi ai più sicuri. Alcuni gioiscono per l’abolizione delle buste, del resto affidarsi al caso è considerato troppo rischioso, meglio affidarsi alla clemenza degli insegnanti. Nonostante ciò, la paura del colloquio persiste: gli studenti del liceo scientifico tremano per i commissari esterni di filosofia, di storia dell’arte e di inglese.

Al contrario, le materie di indirizzo della seconda prova rassicurano gli studenti, come afferma una ragazza dell’Istituto Barozzi indirizzo informatica: «Io personalmente mi sento preparata in economia aziendale e informatica perchè nel triennio abbiamo avuto una preparazione più che buona».

Anche una studentessa del Liceo Sigonio conferma: «In scienze umane so di sapere di più rispetto a tutte le altre materie».

Ciò che lascia loro un pizzico di timore è che la maggior parte degli insegnanti della seconda prova sia esterna, e come afferma una studentessa del Liceo Linguistico Selmi: «Fino agli inizi degli esami non sapremo se queste scelte siano state positive o negative».

L’unica certezza apparente rimasta agli studenti, invariata in tutte le scuole, è il tema di italiano, con le tracce di analisi e di attualità, che possono talvolta trarre in inganno, ma nelle quali soprattutto i classicisti potranno dar prova delle loro abilità.

Come sostiene Luca Pivetti del Liceo scientifico Tassoni: «La fortuna o la sfortuna in questi casi sono percezioni estremamente soggettive. L’oggettività non esiste».

Nonostante tutti questi legittimi timori, il clima sembra positivo, le aspettative dei maturandi 2020 sono alte e si confida, come sempre, nell’ultimo mese di ripasso per prepararsi al meglio con la speranza di valorizzare al massimo i propri talenti. —

Sara Terenziani

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