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La mostra/ Le Fonderie rivivono i giorni dell’eccidio

Anna De Lillo
La mostra/ Le Fonderie rivivono i giorni dell’eccidio

Ad Ago i sindacati dei pensionati hanno allestito un percorso grazie alle testimonianze di documenti, foto e rivelazioni

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Grida, spari, gente che cade. Potrebbe sembrare una scena di guerra, eppure il 9 gennaio del 1950 la guerra era già finita, almeno in teoria.

Restavano però forti tensioni sociali, sfociate in episodi violenti, come appunto l’eccidio delle Fonderie Riunite, che ha coinvolto la nostra città segnando in modo indelebile la sua storia recente.

Le pessime condizioni lavorative all’interno delle fonderie e la partecipazione crescente ai sindacati, avevano dato origine a numerosi conflitti interni. Il 5 dicembre 1949 viene quindi dichiarata la serrata dell’azienda: più di millecinquecento operai sono disoccupati, abbandonati all’incertezza ed alla disperazione. L’unica soluzione plausibile sembrava quella di scendere in piazza ed esternare il malessere che la popolazione stava affrontando.

Questa decisione si rivela però fatale per le sei giovani vite di lavoratori innocenti, uccisi dalle forze dell’ordine con la sola colpa di aver esercitato un proprio diritto, manifestare.

«Quella dell’eccidio delle fonderie è una data basilare per la nostra città - ha sottolineato l’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi - perchè rappresenta l’evento più tragico avvenuto a Modena nel periodo del secondo dopoguerra».

Nonostante la gravità dei fatti la disinformazione sul tema è notevole, questo è il motivo per cui i sindacati pensionati Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una mostra in ricordo del settantesimo anniversario dell’evento.

La sede dell’esposizione è “Ago Modena fabbriche culturali”, scelta simbolica, perché è proprio l’edificio in cui furono trasportati i cadaveri delle sei vittime prima dei funerali.

La mostra ripercorre i giorni immediatamente precedenti il 9 gennaio 1950, la mattina della strage, i funerali, la manifestazione nel trigesimo dell’eccidio e le commemorazioni degli anni successivi.

Essa si sviluppa in tre sezioni. La prima, dedicata alla documentazione, contiene varie testimonianze tra cui spiccano le biografie ed i referti autoptici inediti dei caduti. La seconda sede raccoglie le immagini più significative dei momenti precedenti alla strage, ma si concentra soprattutto sulla considerevole partecipazione della città ai funerali, riunita nel momento di compianto senza alcuna dimostrazione politica. La terza parte è situata nella sala della chiesa di San Nicolò di Ago, dove sono esposte due opere dell’artista Andrea Chiesi ed alcune bandiere sindacali storiche.

Visitare gli spazi dedicati all'eccidio delle fonderie è un'esperienza altamente formativa. Ristabilisce la concezione storica ed i legami con il territorio, ma soprattutto testimonia il motivo per cui i nostri operai rappresentano spesso eccellenze riconosciute a livello mondiale: la solidarietà e l’intraprendenza che li accomunano. —

Anna De Lillo

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