Smog, auto sul banco dei cattivi Buone azioni? Servono più aiuti
Secondo gli intervistati, governo, Comune e Regione dovrebbero prevedere incentivi per favorire gli interventi per il risparmio energetico
Le cause sono tante, ma sul responsabile numero uno i modenesi non sembrano avere dubbi: è l’automobile, e in generale i trasporti, a incidere più di ogni altra cosa sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento. Nella terza parte dell’Osservatorio via Emilia, infatti, i ricercatori hanno chiesto ai modenesi di dare un “voto” alle cause dell’inquinamento: al primo posto c’è dunque il traffico veicolare (risposta media 7,7 su 10), mentre al secondo c’è l’apparato produttivo e industriale (7,3). Al terzo posto ci sono gli impianti di riscaldamento e raffrescamento (7,1), confermando così la percezione crescente dell’impatto di questi sistemi sulla qualità dell’aria. Scendendo ancora in classifica, si incontra lo smaltimento dei rifiuti (6,6 su 10), seguito dagli allevamenti industriali e dai prodotti chimici utilizzati per l’agricoltura (6,4). Ma cosa possono fare le amministrazioni pubbliche per incentivare le azioni utili per l’ambiente? Al primo posto (voto medio di 8,2 su 10) ci sono gli interventi sugli edifici per il risparmio energetico e per l’isolamento, dai serramenti ai “cappotti”, ma anche l’installazione dei pannelli solari su edifici residenziali e produttivi (anche qui 8,2 su 10). Secondo i modenesi, insomma, governo, Comune e Regione dovrebbero incentivare maggiormente queste forme di efficientamento energetico, ma allo stesso tempo dovrebbero prevedere un contributo per chi sceglie la bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro (al terzo posto in classifica con una valutazione di 7,6 su 10). Per gli intervistati sarebbe importante anche favorire l’installazione di contenitori per il recupero dell’acqua piovana per l’estate (per giardini o per usi non primari come lavare l’auto), che guadagna il quarto posto in classifica con una valutazione di 7,5 su 10, e allo stesso tempo favorire la diffusione di contenitori per il compost per giardini (7 su 10). Scendendo ancora in classifica, l’eliminazione dell’uso di gas nelle abitazioni (dal riscaldamento alla produzione di acqua calda) in favore dell’energia elettrica è giudicata utile con un voto medio di 6,1 su 10, mentre la dismissione dei camini a legna nelle residenze urbane ha ottenuto un giudizio di 5,8 su 10. Analizzando gli incroci delle risposte per categoria, emerge che ad essere più sensibili sugli incentivi per le azioni utili per l’ambiente sono i modenesi più giovani, con la fascia 18-29 che considera importante un sostegno per l’installazione dei pannelli solari (voto 8,7 su 10), mentre le persone di età compresa tra 30 e 49 anni sono più fredde (voto 6,4) sugli incentivi per introdurre i contenitori per il compost e su quelli di recupero per l’acqua piovana. Interessante l’analisi per provenienza geografica: i più sensibili all’introduzione di incentivi per le azioni “green” sono i residenti originari del centro Italia, mentre i più perplessi sono quelli che vengono dalle regioni del sud e dall’estero. —
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