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Più stazioni in città e treni “accelerati” per battere le automobili

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Più stazioni in città e treni “accelerati” per battere le automobili

La tramvia dovrà essere competitiva nei tempi di percorrenza Servirà una maggiore frequenza di passaggi e capillarità di fermate  

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le ipotesi

«Andiamo in macchina? No, prendiamo la metro». È una frase che in alcune città (Milano su tutte) è la regola. La modernità di una tramvia sta proprio nella comodità per gli utenti. Una metropolitana di superficie, proprio come quella sotterranea, diventa un valore aggiunto se è funzionale ovvero se è concorrenziale alle auto. E quindi anche una spesa enorme diventa sostenibile se poi la cittadinanza ne godrà appieno. E per rendere il Gigetto 2. 0 migliore dell’auto occorre non solo aumentare le frequenze dei passaggi, con almeno il transito di un treno ogni quarto d’ora, ma anche aumentare le fermate, soprattutto in città.

le stazioni ipotetiche

Rifacendoci allo studio privato realizzato dall’ingegner Borsari si parla di almeno otto nuove fermate, di cui sei in città. «Fermate aggiuntive – scrive Borsari – potrebbero essere, ad esempio, Formigine Sud (incrocio via per Sassuolo/via Ferrari) a servire le aree residenziali a sud di Formigine, Cartiera (via Romano) a servire le aree residenziali e industriali tra Formigine e Casinalbo, Panni/Marinetti (aree residenziali e linea urbana 8 di Modena, Buon Pastore (tra il polo scolastico e la chiesa), Bellini/Anfossi (ricucitura urbana tra la zona musicisti e l’area di via Pergolesi e il parco Divisone Acqui), Mef/Maserati (completamento della riqualificazione della fascia ferroviaria), ex-Vinacce (rigenerazione delle aree a nord e sud della ferrovia) e via Delle Suore (aree residenziali e industriali)». Quest’ultima ovviamente in riferimento a un eventuale prolungamento fino a Carpi, che comporterebbe anche la riattivazione delle stazioni di Soliera e Quattroville.

i tempi

Per restare competitivi rispetto all’auto occorre dunque aumentare le fermate, ma ciò comporterebbe anche tempi di percorrenza più lunghi? No. Oggi i tempi di percorrenza tra Sassuolo e Modena si aggirano per Gigetto sui 40 minuti e la nuova tramvia, pur aumentando le fermate, non farebbe peggio. «Mezzi in grado di accelerare e frenare rapidamente – spiega Borsari – e di utilizzare la velocità massima dalla linea (80 orari nelle aree extraurbane e 50 in area urbana) consentirebbero di fornire un servizio molto più capillare senza peggiorare i tempi di percorrenza».

i treni

Borsari nella sua analisi tocca il tasto dei mezzi che hanno caratteristiche molto diverse rispetto al treno classico: «Il Citadis di Alstom, ad esempio, è un veicolo leggero (meno di 8 tonnellate per asse, rispetto al limite di 16 tonnellate sulla linea Modena – Sassuolo), con un coefficiente di accelerazione e decelerazione doppio rispetto ai mezzi utilizzati al momento e possibilità di operare sia in regime ferroviario che tranviario, rendendo così possibile sia espandere la rete oltre quella esistente in area urbana e extraurbana senza costose duplicazioni di mezzi, depositi e tecnologie, sia sostituire i passaggi a livello in area urbana con più semplici semafori».

l’hub in piazza dante

Nello studio di fattibilità si parla anche dell’hub di piazza Dante di fronte alla stazione: un luogo in cui concentrare diversi mezzi e che diventi il centro nevralgico del trasporto pubblico. Treni, tramvia, autobus, piste ciclabili, bike sharing, taxi: tutto in un unico luogo per riuscire davvero a raggiungere qualunque parte della città senza mai dover usare la macchina. —

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