Treno “a ostacoli” per Reggio odissea quotidiana degli utenti
Poche corse da Sassuolo verso i paesi oltre il Secchia e disagi continui «Servirebbe almeno una corsa in più al mattino e maggior rispetto degli orari»
Un trenino con soli due vagoni, un vecchio Aln668, arriva intorno alle 7.40 carico di studenti che vivono oltre Secchia per venire alle scuole superiori di Sassuolo. Ma per chi dal comprensorio delle ceramiche sceglie il trasporto pubblico su rotaia per andare verso i comuni del reggiano, il più delle volte c’è da farsi il segno della croce: pochi convogli disponibili, orari dilatati al massimo, con il rischio che per qualsiasi inconveniente le persone saltino, quando va bene, un’ora di lavoro, e quando va male anche tutta la giornata.
Alla stazione di Sassuolo Radici di Tper per i pendolari del treno delle 7.57 c’è il rischio di dover attenere il regionale successivo alle 13.14 qualora succedesse qualsiasi imprevisto. Certo, c’è un bus sostitutivo alle 9, che impiega come previsione 50 minuti ad arrivare a Reggio contro i 36 del treno precedente, e uno alle 12.10, ma i pendolari chiedono che in questo lasso di tre ore possa essere inserito almeno un treno e non lasciare la ferrovia morte per un’intera mattinata.
I più penalizzati sono coloro i quali fanno scalo a Sassuolo per andare poi verso Reggio Emilia, come Mario Scalici che vive a Corlo di Formigine. «Praticamente per qualsiasi inconveniente rischio di non avere treni per andare a lavoro - spiega - Io devo andare a Scandiano per lavoro e i regionali qui passano uno ogni morte di papa. A Corlo mi è capitato che saltassero anche due corriere di fila per venire a Sassuolo. Quando succede così poi prendo il bus delle 9, ma perdo un’ora di lavoro». Un problema comunque comune, a suo dire: «Anche per chi viene da Reggio ci sono pochi orari - prosegue - tante persone per andare a lavoro si affidano a servizi che dovrebbero essere pubblici, adatti alle esigenze dei pendolari. Con un treno così o lo potenziano oppure lo sopprimano».
Antonio Ribaudo fa il cuoco e anche lui usa il treno per andare a lavoro. «Entro alle 10.30 e non essendoci corse idonee mi devo alzare alle sette per essere in cucina tre ore e mezza dopo. Mi chiedo come mai, rispetto ai treni per Modena che hanno una certa frequenza, per Reggio ce ne siano così pochi. Non chiedo tanto, basterebbe un convoglio a metà mattinata. Poi ci sono spesso dei ritardi: non capisco tante volte il perché, in una tratta che dura complessivamente 35 minuti circa, ci siano talvolta anche degli slittamenti orari di quaranta...».
Ci sono poi coloro i quali si adattano alla situazione come Giovanni Rossi, che prende dalla stazione Radici il treno Sassuolo-Reggio tutte le mattine per andare a Pratissolo. «Mi trovo bene se non che a bordo non ci sono i servizi igienici - commenta il pendolare sassolese - in una linea che comunque è palesemente claudicante. Dal treno che parte poco prima delle otto poi chissà quando ne parte un altro: torna comodo a me perché alle nove devo essere a lavoro e con questo ci riesco. Ma in generale dovrebbero aumentare le corse su questa linea».
«Il treno è un po’ sporco e ha cattivi odori - racconta Sara Diga, studentesse universitaria che segue un corso a Reggio - e lo prendo un paio di volte alla settimana. All’andata al mattino mi trovo bene, un po’ peggio per gli orari delle corse del pomeriggio. Sì, riesco a gestirmi, ma se ci fosse un numero maggiore di corse sarebbe sicuramente meglio». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
