L’ospedale ringiovanisce 46 assunti e 8 sono medici
«Abbiamo creduto in questo progetto: macchinari e sale operatorie moderne» Quasi tutti sono trentenni. Piano di rotazione delle equipe con Vignola e Sassuolo
È “primavera... ospedaliera” a Pavullo.
La struttura sanitaria simbolo del territorio sta vivendo un ricambio generazionale senza precedenti, almeno nella storia recente, con una straordinaria “infornata” di giovani: medici e infermieri in primis, ma anche oss e tecnici.
Da settembre ad oggi sono state 46 le assunzioni, di cui 37 a tempo indeterminato.
Oltre che sulle strutture (nuove sale operatorie, nuovo Pronto Soccorso) l’Ausl sta investendo molto sul personale, il vero volto dell’ospedale, dando fiducia alle nuove leve. E con essa la stabilità necessaria per fare anche un progetto di vita a Pavullo, volendo. In questi mesi in particolare sono arrivati otto medici, di cui solo uno a tempo determinato.
E a parte l’ortopedico (il 50enne Ugo Baschieri che il 30 dicembre ha lasciato Baggiovara) sono tutti trentenni decisi più che mai a mettersi in gioco in un contesto molto impegnativo, soprattutto per l’alta presenza di anziani.
I NUOVI MEDICI
A partire dai due nuovi chirurghi: Maria Cudemo, 37enne bolognese, e il 35enne Pasquale Pio Auriemma, che dal 5 settembre è diventato effettivo lasciando del tutto Napoli per stabilirsi a Pavullo, dove ha preso casa in centro.
«Potevo andare in centri più grandi, ma mi ha attratto molto il progetto che mi ha presentato l’azienda su Pavullo – spiega – a partire dall’investimento nelle nuove sale operatorie: sono davvero eccellenti, il miglior ambiente di lavoro possibile. Ma mi ha conquistato anche il piano di rete voluto dalla dottoressa Neri, con la rotazione di équipe tra Pavullo, Sassuolo e Vignola per assicurare a tutti lo stesso standard assistenziale».
Dal 16 settembre è in organico anche il fisiatra 36enne Stefano Paravati, giunto da Reggio per rafforzare il settore affiancando il dottor Giovanni Zecca: «Mi ha convinto – sottolinea - la volontà di potenziare l’area recupero. Intanto nel post trauma, garantendo ad esempio all’anziano che si rompe il femore la possibilità di essere operato qui (con le nuove sale non si va più a Vignola, ndr) e rimesso in piedi con un’ottima palestra riabilitativa: grazie a 12 fisioterapisti la squadra è al completo, con tempi d’attesa sotto al mese. Ma l’assistenza qualificata affianca anche nel caso di postumi da ictus, sclerosi, sla e altra patologie neurodegenerative». Sugli anziani lavora anche la 32enne Maria Vittoria Libbra: laureata a Roma, si è specializzata a Modena in Geriatria il 17 dicembre e il 19 era già a Pavullo al servizio della Medicina interna: «Il lavoro è veramente tanto, nel periodo invernale al limite dello sfinimento – afferma – ma così si fa presto la gavetta: i ritmi elevati fanno crescere e la collaborazione che ho trovato in reparto è grande valore aggiunto».
Dal 16 novembre è in forze anche il 31enne Stefano Draisci, medico radiologo originario di San Giovanni Rotondo ma specializzato sempre a Modena: «Poter lavorare su una Tac di ultima generazione come quella a disposizione qui è di grande stimolo – dice – è evidente la volontà di investire».
E poi il 30enne Andrea Sacchi, da dicembre operativo al Pronto Soccorso assieme al 38enne Jacques Noumedem, camerunense ma anche lui specializzato a Modena. Una bella gioventù, insomma, che alle competenze abbina l’entusiasmo dell’età. Che può essere quella medicina in più. —
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