La maturità vista dai prof. «Con o senza buste dovete stare sereni»
Come ogni anno l’ansia per le scelte del Ministero accompagna l’esame: «Serve una preparazione costante»
La maturità divide da sempre studenti e professori. E abbiamo chiesto proprio a questi ultimi di spiegarci l’esame dal loro punto di vista: Luigi C., insegnante dell’istituto Venturi, e Doris Caroline Hauck del liceo linguistico Muratori-San Carlo.
L'esame agli occhi dei professori «è un’esperienza emotivamente importante», come dice Luigi C. in quanto vi è un legame instaurato con lo studente durante il percorso di studi. Quindi se da una parte il giudizio del professore interno non è perfettamente neutrale, perché influenzato dalla vicinanza allo studente, dall'altra il commissario esterno è utile per un giudizio più obiettivo. Per la prima volta in alcuni istituti potrebbe mancare una materia di indirizzo alla seconda prova scritta, come nel caso della professoressa di tedesco Hauck: «L’anno scorso c'era una doppia prova impegnativa, di tedesco e inglese. Quest’anno tedesco non farà parte della prova scritta, ma riflettendoci bene può anche starci se poi c’è all’orale la materia mancante. Non lo vedo penalizzante per i ragazzi».
Un’altra novità della maturità 2020 è stata l’abolizione delle buste, sperimentate lo scorso anno. Per il professore Luigi C. è «una semplificazione delle procedure, già piuttosto complesse, può agevolare gli studenti». Secondo la Hauck «avevamo trovato degli spunti interessanti, i ragazzi hanno reagito bene e hanno potuto dimostrare ciò che sapevano. Ho paura che senza buste si riducano di nuovo ad un colloquio tipo interrogazione».
Inoltre, dal prossimo anno Cittadinanza e Costituzione sarà reintrodotta come materia in tutte le scuole. Entrambi gli insegnanti sono d’accordo su questa possibilità: sarebbe un’estensione di Storia, che comprenderà un raggio ampio di argomenti. Secondo i professori la conoscenza, anche se minima, di questa materia è fondamentale.
Hauck confronta ciò che accade in Germania: «Lì è molto frammentato, ogni regione ha il suo esame. Qui c'è grande omogeneità. La preparazione è molto buona e specifica per ogni indirizzo».
Diversamente, Luigi C. dice: «In Italia c'è ancora qualche criticità, che dipende dai continui cicli riformati e ripensati. Infatti alcune riforme potrebbero accavallarsi e non essere organiche le une con le altre». In compenso però concordano sulla buona preparazione degli studenti italiani, che ottengono ottimi risultati anche all'estero.
Infine gli insegnanti hanno donato dei preziosi consigli ai prossimi maturandi: «Consiglio una preparazione solida e uno studio costante. Essere sereni. Grazie a ciò la maturità può trasformarsi in un’esperienza positiva e soddisfacente», dice Doris Caroline Hauck. Un altro utile suggerimento arriva da Luigi C.: «Gli insegnanti non sono lì per mettere in difficoltà, ma per dare la possibilità di mostrare il proprio valore e mettere in luce il meglio che lo studente può dare. Non preoccupatevi». —
Anna Manno
Elisabeth Chomba
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