L’intelligenza artificiale a misura di studente
Dalla Stanford University alle scuole. Energy Way si espande. Potenzia le attività sull’intelligenza artificiale e il pensiero critico. La missione resta «usare la matematica per descrivere la natura», come ricorda il fondatore Fabio Ferrari. Una missione in espansione. «A breve inaugureremo una nuova sede a Milano - spiega il nuovo direttore generale, David Bevilacqua - e un’altra ad Haifa in Israele». Già attiva la collaborazione con la californiana Stanford University per l’Academy. «Abbiamo ricevuto oltre cento curricula - riprende Ferrari - selezionando dodici ragazzi. Per sei settimane hanno svolto otto ore al giorno di formazione». La formazione è un perno per la società fondata nel 2013 a Modena. «L’intelligenza artificiale si può comprendere? È pari a quella umana?», i quesiti iniziali di Pietro Monari, docente e responsabile dei progetti educativi di Energy Way. Risposte fioccano nel laboratorio “Educare a pensare”, tra riconoscimenti facciali e filtri virtuali, fogli e collage. Il cartaceo torna nel libro bianco “De arte intelligendi”, giunto all’edizione… zero. «Verrà revisionato 1-2 volte all’anno per rimanere collegato con l’evoluzione della società», anticipa Monari. L’intenzione è «sviluppare più workshop per portare la cultura dell’intelligenza artificiale e soprattutto del pensiero critico a essa legata nelle scuole di tutta Italia». Gli studenti non sono gli unici destinatari. «Gli insegnanti dovrebbero riuscire a trasferire il pensiero critico agli studenti - riprende Monari - molto spesso più bravi degli insegnanti in fatto di utilizzo della tecnologia. È però un utilizzo senza una conoscenza profonda della tecnologia stessa». Per il docente l’educazione alla tecnologia va fatta «a scuola, a casa, nei luoghi d’incontro, in tutti gli ambienti». —
G.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google