«Lavorando qui ci si sente utili s’incontra sempre gente nuova»
Chiara Messora: «Svolgiamo un’attività delicata sull’usato» C’è chi va ritirare gli oggetti echi li allestisce e chi li vende Non mancano gli ex detenuti
Intorno al mercatino l’Arca ruotano tante storie di vita come quella di Charles, originario del Ghana, che è stato ospite per un periodo a Porta Aperta perché aveva bisogno di un tetto sopra la testa e di un pasto caldo, poi con il tempo le cose sono migliorate, ha iniziato a dare una mano all’Arca dove oggi collabora stabilmente. Passeggiando tra gli scaffali incontriamo Efia, una ragazza nigeriana in cerca di una culla per il suo bimbo che sta per nascere: ne ha trovata una bellissima, da 25 euro e si dirige verso la cassa soddisfatta. Marco sta misurando un armadio: sta arredando casa con Leda, la sua ragazza, e racconta che l’Arca è il posto perfetto dove fare acquisti con l’accento vintage che vogliono dare al loro appartamento. «Faccio volontariato qui da 11 anni, penso di essere la più vecchia o meglio, la più storica dai!» sorride Lea, L.S.che fa parte di un bel gruppetto di volontari, in tutto una quindicina, che danno una mano all’interno del mercatino. Al suo fianco, in turno ci sono Gaia e Graziella che raccontano che «fare volontariato qui è un bel modo per rendersi utili agli altri ma anche di stare in compagnia, conoscere nuove persone, confrontarsi con mondi diversi dal proprio e coltivare un impegno che ci fa stare bene». «I volontari per noi sono davvero importanti – spiega la referente Chiara Messora - L’attività che svolgono è abbastanza delicata perché i vestiti che esponiamo vanno scelti con cura, bisogna valutare che non siano rovinati, non siano macchiati o rotti, è quindi un lavoro che non si può improvvisare. Ci sono anche volontari che ci danno una mano nel ritiro degli oggetti donati e altri ancora che si occupano dell'allestimento del negozio e controllano che sia sempre rifornito di tutto e aiutano i clienti a scegliere». Tra i volontari, anche persone provenienti dal mondo del carcere e persone seguite dai servizi sociali che all’Arca fanno un’esperienza dove sperimentare competenze e tessere nuove relazioni amicali. «In un ambiente come quello di Porta Aperta le sorprese non mancano mai – sorride Francis, che insieme a Luca e Chiara gestisce il mercatino – Ricordo ancora un Natale di alcuni fa, all’epoca mi trovavo in turno alla portineria dell’associazione, quando un signore venne e fece in diretta una donazione a Porta Aperta di 500 euro: fu una grande emozione. Anche qui al mercatino ogni giorno c’è la possibilità di parlare e conoscere tante persone, incrociare tanti sorrisi. Cerchiamo di portare avanti un circolo virtuoso che coinvolge cose e persone – concludono Luca e Chiara – I temi del riuso, del consumo responsabile, dell’etica del lavoro, il coinvolgimento di soggetti fragili, il valore della comunità che fa la differenza sono tutti elementi che ritroviamo in questa nostra realtà e che riteniamo siano davvero un punto di forza». —
L.S.
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