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IL CASO DI VIA lAMA DI QUARTIROLO 

Sfidano il treno sui binari e si riprendono per i social Una mamma svela il rito

F.D.
Sfidano il treno sui binari e si riprendono per i social Una mamma svela il rito

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È stato lo sguardo attento di una madre a svelare il rischioso gioco organizzato venerdì pomeriggio da due under 14 e un amico poco più che quattordicenne. Insieme avevano scavalcato le recinzioni ferroviarie in via Lama di Quartirolo e si erano introdotti nello spazio vietato e inaccessibile. Il primo divertimento è stato quello di rotolare sui terrapieni per poi alzare sempre più l’asticella del rischio fino ad avventurarsi a piedi sulle rotaie, attendendo il passaggio del treno che rapidamente si avvicinava. Incuriositi hanno inoltre piazzato sui binari dei sassi per vedere l’effetto che fa.

Ma la scorribanda è stata notata da un automobilista in transito, il primo a dare l’allarme. Ha telefonato ai carabinieri che a loro volta sono riusciti a mettersi in contatto con le Ferrovie, facendo in modo che il convoglio locale transitasse in zona a velocità ridotta. Il tutto tra le grida di stupore dei tre ragazzini. Perché la loro azione è stata immortalata dai telefoni cellulari e divulgata attraverso gli stati e le stories dei social network. Li si vede rotolare, invocare l’arrivo del treno, stupirsi per i sassi polverizzati in un crescendo di urla ed esultanze evidentemente considerate necessarie per fare invidia a qualche altro coetaneo meno coraggioso ma con un senso del limite più spiccato.

Era stato necessario l’intervento di una pattuglia dell’Arma per metterli in fuga, ma a fronte di ciò i carabinieri di Carpi non hanno lasciato nulla di intentato. È stata la mamma di un ragazzino, amico dei tre, a segnalare al capitano Iacovelli e ai suoi uomini la presenza dei video girati sulla ferrovia, riprese che poi hanno iniziato a rimbalzare in varie chat scolastiche e di compagnie tanto da diventare pressoché virali. Con in mano la prova provata del sabato ad alto rischio, i militari hanno identificato la compagnia: due di loro non sono imputabili ma per l’altro scatterà la segnalazione alla Procura dei Minori con l’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti e di getto pericoloso di cose.

«Parliamo di tre ragazzini forse annoiati, certamente fagocitati da una pericolosa brama di protagonismo social, interpreti di azioni tanto incomprensibili quanto scellerate», dirà il capitano Iacovelli mentre anticipa che Servizi sociali, famiglie (che si sono mostrate sbalordite) e scuole sono stati informati e coinvolti per le varie responsabilità educative. Il sindaco Alberto Bellelli ha invitato le famiglie a un incontro per condividere insieme un piano di riscatto. —

F.D.

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