Gazzetta di Modena

Modena

uffici di viale carducci 

Ex tribunale, guerra legale tra Comune e Ministero

Serena Arbizzi
Ex tribunale, guerra legale tra Comune e Ministero

L’amministrazione ha anticipato oltre 600mila euro di spese mai restituite La somma comprende affitto e utenze del periodo che va dal 2011 al 2014

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C’era una volta il tribunale in viale Carducci a Carpi. Gli uffici giudiziari hanno chiuso i battenti nel 2013 tra le proteste e le lamentele per il rischio di aumento nelle prescrizioni per tanti procedimenti aperti. Questo non è l’unico “inconveniente” legato al trasferimento da Carpi delle tante pratiche legali. Il Comune, come tanti enti pubblici di altri territori, ha in corso da tempo un braccio di ferro contro lo Stato, inquilino dell’immobile, per il rimborso di spese anticipate e mai incassate.

LE UTENZE SOSTENUTE

Le spese che i Comuni erano tenuti ad anticipare soono di varie tipologie. Riguardavano gli affitti, le riparazioni, la manutenzione, l’illuminazione, il riscaldamento, la custodia dei locali, le provviste d’acqua, il servizio telefonico, la fornitura e le riparazioni dei mobili e degli impianti. Ancora, a carico del Comune, sborsate per conto dello Stato, c’erano le spese per i registri e gli oggetti di cancelleria, oltre alle spese di pulizia.

La sezione distaccata di Carpi del tribunale è stata soppressa e accorpata a Modena. Dal 29 aprile 2014, inoltre, l’ufficio del giudice di pace, che si trovava al piano terra dello stesso immobile, è stato accorpato anch’esso a quelli della città della Ghirlandina.

LA SAGA GIUDIZIARIA

«La pratica riguarda le spese per uffici giudiziari sostenute dal Comune di Carpi nel periodo 2011-2014 e solo parzialmente rimborsate dallo Stato - spiegano da Palazzo Scacchetti - L’importo non corrisposto dal Ministero della Giustizia al Comune di Carpi per questo periodo è pari a 654.991,43 euro. Per recuperare questa somma l’amministrazione comunale nel 2018 aveva notificato un sollecito ai Ministeri competenti, ma non ci fu alcun seguito. Allora è stato conferito incarico a uno studio legale di Roma per individuare l’azione più idonea per recuperare le somme dovute al Comune. Lo studio ha individuato la strada del decreto ingiuntivo, che il Tribunale di Roma ha emesso nei confronti del Ministero della Giustizia il 24 giugno 2019».

Il Ministero ha fatto opposizione al decreto ingiuntivo, notificando l’atto di citazione il 31 luglio 2019.

«Poiché la prima ma udienza del giudizio di opposizione sarà il 20 marzo 2020, il Comune doveva costituirsi entro il 28 febbraio» concludono da Palazzo Scacchetti. La delibera adottata dalla Giunta riguarda l’autorizzazione al sindaco a resistere in tale giudizio.

Negli anni tra il 2000 e il 2010 per la gestione del servizio Giustizia il Comune aveva incassato dallo Stato una percentuale media del 65,17% rispetto ai costi anticipati e regolamentati.

Tra gli anni 2011 e 2014 la spesa sostenuta è stata rimborsata solo in parte per una percentuale pari al 22,8%. L’importo non corrisposto, dunque, dal Ministero della Giustizia per il periodo oggetto di procedimento è di 654.991,43 euro. —



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