«Ho dedicato tutta la vita al servizio delle due ruote»
Un anno fa raccontava così la sua lunga carriera: «Ho corso in un’epoca in cui amicizia, rispetto ed onore erano valori di prim’ordine»
«Ho 86 anni: sono nato il 5 febbraio 1933 in quel di Cavidole di Castelnuovo, secondo dei sei fratelli nati da Ugo e Maria. Mio padre era mezzadro ed è riuscito a farmi frequentare le elementari, ma con l’obbligo del lavoro in campagna e in stalla. Dopo ho iniziato l’attività di garzone in botteghe di cicli e motocicli. Qui è nata la passione per i motori, la voglia di capire, di creare e così alla fine degli anni ‘40 mi sono iscritto ai corsi serali del Corni di Modena, dove andavo in bicicletta». Così Francesco Villa si raccontava nell’ultima intervista rilasciata ai media.
«Preso il diploma, non mi sono presentato alla chiamata della Ferrari, ma ho optato per l’Officina Milano, riparazione moto e auto. Intanto la famiglia si era trasferita a Modena e mio padre, diventato muratore, si costruì la casa di via Pistoia 5 che divenne il punto di ritrovo e riferimento dei motociclisti».
Villa ricorda poi gli anni delle gare: «È stato bello essere un pilota, vincere titoli in un’epoca in cui amicizia, rispetto ed onore erano considerati valori di prim’ordine. Nel 1970 ho chiuso il capitolo da corridore e mi sono dedicato a quello di costruttore. La svolta l’ho realizzata con il trasferimento da Modena a Crespellano, dove è nato il progetto Moto Villa Cross. Era il periodo dell’invasione giapponese, così io mi sono dedicato ai fuoristrada con particolare attenzione al cross e alla regolarità. Alla fine del 1975 mi presentai al salone di Milano del Ciclo e Motociclo. L’anno dopo organizzai un team di piloti ufficiali assistiti dalla Moto Villa: fu una stagione di grandi soddisfazioni conquistando i primi tre posti nelle 250 cc nel Campionato Italiano di Cross Juniores. Seguirono anni memorabili con una serie di modelli vincenti: il culmine nel 1979 con la gamma Mx e la vittoria del Campionato Italiano Cross classe 500 cc con pilota Franco Picco. Alla fine degli anni ‘70 uscivano dallo stabilimento 1500 moto da cross all’anno». Negli anni ’80 le cose non andarono bene: «Rimasi a galla costruendo motori per altre ditte motociclistiche, per go-kart, fuoribordo e finanche per aerei leggeri. Nel 2002 ho ceduto prototipi, stampi, attrezzature e disegni alla malesiana Modena’s, dove mi sono trasferito per due anni. Sono rientrato in Italia a 70 anni e sono ripartito da zero aggiustando e mettendo a punto Moto Villa e di altre case, poi sono tornato ai prototipi. Ogni tanto c’è qualcuno che passa da me con proposte d’affari che richiederebbero degli spostamenti, ma ormai, a 86 anni, non mi va più di farlo. La mia vita è stata un susseguirsi di fasi alte (molte) e basse (meno), con gran bei momenti soprattutto da meccanico, anche se da pilota ho 10 titoli italiani in bacheca. Da meccanico perché animato da una grande passione per i motori che sono sempre stati il mio grande amore, in modo particolare se vanno forte! La mia vita si può definire al servizio delle due ruote, però motorizzate». —
E.R.
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