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Ladri in casa minacciano la vittima: «Vattene o ti sparo»

Ladri in casa minacciano la vittima: «Vattene o ti sparo»

Sorpresi mentre tagliavano la cassaforte, due slavi reagiscono con durezza Il proprietario fugge e chiama i carabinieri. Furto in altra casa, ma nessuno li sente

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SAN FELICE. «Vattene o ti sparo. Hai capito? Vattene o ti sparo». Ad intimarlo non è stato il proprietario dell’appartamento preso di mira dai ladri. Ma i... ladri al proprietario.

H a dell’incredibile- e un po’ del grottesco - quello che è accaduto a San Valentino in una abitazione di via Giro Frati, alla prima periferia di San Felice.

I protagonisti sono conosciutissimi, per i ruoli che rivestono, ma chiedono di non divulgare l’identità. La paura, in fin dei conti, c’è ancora.

La banda di tre ladri, slavi, giunti in paese con un’Alfa grigia sw con i portapacchi, avevano pensato di festeggiare a loro modo la serata degli innamorati. Innamorati dei soldi degli altri, in questo caso. Hanno parcheggiato l’auto in un’area non in vista, uno è rimasto di guardia.

Due sono scesi e come gatti hanno scelto la finestra al primo piano. Hanno usato la grondaia per salire, forzato la tapparella che era chiusa e rotto il vetro. Nell’appartamento abita un professionista, che al momento era fuori. Ora di cena, da poco passate le 20.30. I ladri non hanno perso tempo, devastando stanza per stanza. Si sono presi un paio di orologi preziosi poi in una stanza hanno scovato la piccola cassaforte. Erano attrezzati, con un flessibile elettrico. E si sono messi al... lavoro.

Nella casa a fianco tuttavia abita un parente stretto del proprietario: «Ho sentito quegli strani rumori - racconta - ho cercato di capire da dove venissero. Fuori non c’era niente, così mi sono convinto venissero dalla casa del mio parente, ho preso le chiavi di cui ho una copia e sono entrato. Ho notato la finestra aperta, un lenzuolo per terra, ma non ho fatto in tempo a realizzare, pensavo ad un impianto difettoso e sono stato attratto dal rumore che proveniva dallo stanzino. Ho aperto la porta e c’erano questi due uomini, uno rivolto alla cassaforte che stava tagliando. L’altro a volto scoperto si è girato verso di me. C’era polvere nella stanza, ho provato a dire qualcosa, ma quello che ha detto è stato categorico. Non ho neanche guardato se impugnasse un’arma o cos’altro. Ho chiuso la porta, sono uscito e ho chiamato al telefono i carabinieri. Sono arrivati in fretta, ma i due slavi erano già saltati dalla terrazza, con lo zaino degli attrezzi. Ho provato a trovare qualcosa da gettargli , ma erano troppo agili. Alti un metro e ottanta... Un altro vicino li ha visti allontanarsi con l’Alfa grigia sw».

La stessa auto che a distanza di poche ore )(a neppure 24 ore di distanza) nella vicina via Ronchetti è riuscita a commettere il furto a casa di un imprenditore, che purtroppo non è la prima volta ad essere preso di mira. La moglie era in casa ma ha raccontato di non essersi accorta di nulla. Spariti anche qui valori importati. E anche qui indagano i carabinieri. —

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